I Siti italiani del Patrimonio Mondiale Unesco

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Zona archeologica e Basilica Patriarcale di Aquileia

Giovedì 6 Agosto RAI STORIA (54)

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Programmazione I Siti italiani del Patrimonio Mondiale Unesco: prossimi orari in TV

I Siti italiani del Patrimonio Mondiale Unesco andrà in onda nei seguenti orari (potrebbero esserci spoiler):

  • Gio 6

    Zona archeologica e Basilica Patriarcale di Aquileia — I Siti italiani del Patrimonio Mondiale Unesco

    Aquileia (in Friuli-Venezia Giulia), una delle più grandi e più ricche città del primo Impero Romano, fu distrutta da Attila nella metà del V secolo. La maggior parte di essa giace ancora non scavata sotto i campi, e come tale costituisce la più grande riserva archeologica del suo genere. La basilica patriarcale, un edificio eccezionale con un pavimento a mosaico eccezionale, ha svolto un ruolo chiave nell'evangelizzazione di una vasta regione dell'Europa centrale. Testi di Eugenio Farioli Vecchioli, Domizia Mattei. Con la collaborazione di Arnaldo Donnini, Sergio Macedone, Vincenzo Reale. Edizione a cura di Antonio Masiello.

  • Ven 7

    La città di Vicenza e le ville del Palladio nel Veneto — I Siti italiani del Patrimonio Mondiale Unesco

    ISCRIZIONE LISTA UNESCO 1994. ondata nel II secolo aC nell'Italia settentrionale, Vicenza prosperò sotto il dominio veneziano dall'inizio del XV secolo alla fine del XVIII secolo. Il lavoro di Andrea Palladio (1508-80), basato su uno studio dettagliato dell'architettura romana classica, conferisce alla città il suo aspetto unico. Gli edifici urbani del Palladio, così come le sue ville, sparse in tutto il Veneto, hanno avuto un'influenza decisiva sullo sviluppo dell'architettura. Il suo lavoro ha ispirato uno stile architettonico distinto conosciuto come Palladian, che si diffuse in Inghilterra e in altri paesi europei, e anche in Nord America. Testo di Eugenio Farioli Vecchioli, Domizia Mattei. Regia di Monica Taburchi. Con la collaborazione di Arnaldo Donnini, Sergio Macedone, Vincenzo Reale. Edizione a cura di Antonio Masiello. SI RINGRAZIA: IL COMUNE DI VICENZA; UFFICIO UNESCO VICENZA; IL COMUNE DI CALDOGNO; LORENZO SCARETTI.

  • Sab 8

    Centro Storico di Urbino — I Siti italiani del Patrimonio Mondiale Unesco

    ISCRIZIONE LISTA UNESCO 1998. La piccola città collinare di Urbino, nelle Marche, ha vissuto una grande fioritura culturale nel XV secolo, attirando artisti e studiosi da tutta Italia e oltre, e influenzando gli sviluppi culturali in altre parti d'Europa. A causa della sua stagnazione economica e culturale dal 16 ° secolo in poi, ha conservato il suo aspetto rinascimentale in misura notevole Testo di Eugenio Farioli Vecchioli, Domizia Mattei. Con la collaborazione di Arnaldo Donnini, Sergio Macedone, Vincenzo Reale. Regia di Fedora Sasso, Eva Freré. Edizione a cura di Antonio Masiello. SI RINGRAZIA: IL COMUNE DI URBINO; LA GALLERIA NAZIONALE DELLE MARCHE; MUSEO CASA NATALE DI RAFFAELLO; L'ARCIDIOCESI DI URBINO URBANIA E SANT'ANGELO IN VADA, JONATHAN PIERINI.

  • Lun 10

    I Siti italiani del Patrimonio Mondiale Unesco — I Siti italiani del Patrimonio Mondiale Unesco

    Iscrizione alla Lista del Patrimonio Mondiale Unesco 1995. La città rinascimentale di Ferrara con il delta del Po, situata nella regione italiana dell'Emilia Romagna, costituisce uno straordinario paesaggio culturale. L'area comprende il centro urbano di Ferrara ed i terreni agricoli limitrofi all'interno dell'antico e vasto delta del fiume Po. Il sito iscritto si estende fino alla cinta delle mura difensive, che nel XII secolo inizialmente delimitava il centro storico di Ferrara. Nel corso del tempo le mura di cinta della città medievale furono estese per far fronte alla crescita urbana, e oggi le mura circondano la città medievale, la Cattedrale di San Giorgio ed il castello Estense. Grazie all'attuazione di una serie di schemi di pianificazione urbana, Ferrara divenne la prima città rinascimentale a svilupparsi con l'ausilio di un complesso piano di urbanizzazione. Il delta della valle del Po è stato abitato per migliaia di anni. Dal XIV al XVI secolo la famiglia regnante d'Este realizzò vasti progetti di bonifica e di edilizia, che donarono a quest'area il carattere distintivo tipico di Ferrara, sede proprio della famiglia d'Este. Testo di Eugenio Farioli Vecchioli, Domizia Mattei. Con la collaborazione di Arnaldo Donnini, Sergio Macedone, Vincenzo Reale. Regia di Luigi Montebello, Davide Rinaldi. Edizione a cura di Antonio Masiello. SI RINGRAZIA: IL COMUNE DI FERRARA.

  • Mar 11

    I Siti italiani del Patrimonio Mondiale Unesco — I Siti italiani del Patrimonio Mondiale Unesco

    Iscrizione alla Lista del Patrimonio Mondiale Unesco nel 2004. Il sito comprende le due necropoli della Banditaccia e Monterozzi, i principali cimiteri delle antiche città-stato etrusche di Cerveteri e Tarquinia. Complessivamente hanno fornito gran parte delle scoperte archeologiche legate a questa civiltà nel corso di nove secoli.La necropoli vicino Cerveteri, nota come la Banditaccia, una della più grandi dell'antichità, è una riproduzione della "città dei vivi": contiene migliaia di sepolcri organizzati in modo simile ad una pianificazione urbana, con strade, piazzette e quartieri. La necropoli di Tarquinia, conosciuta anche come Monterozzi, contiene 6000 sepolcri scavati nella roccia. È conosciuta per le sue 200 tombe dipinte, della quali la più antica risale al settimo secolo a.C. Questi dipinti sono l'unica importante testimonianza di arte classica del periodo pre-romano esistente nel bacino del Mediterraneo. Testo di Eugenio Farioli Vecchioli, Domizia Mattei. Con la collaborazione di Arnaldo Donnini, Sergio Macedone, Vincenzo Reale. Regia di Cristiano Leuti, Massimo Latini. Edizione a cura di Antonio Masiello. IL FILMATO È STATO REALIZZATO "PER CONCESSIONE DEL POLO MUSEALE DEL LAZIO - MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO"

  • Mer 12

    I Siti italiani del Patrimonio Mondiale Unesco — I Siti italiani del Patrimonio Mondiale Unesco

    Il sistema delle Residenze Sabaude ha origine nel 1563 quando il duca di Savoia, Emanuele Filiberto, fa di Torino la capitale del ducato e decide di avviare un progetto di riorganizzazione complessiva del territorio con l'obiettivo di celebrare il potere assoluto della casa regnante. I suoi successori, tra il XVII e il XVIII secolo, realizzano il programma con l'organizzazione della "Zona di Comando" nel centro della città e la creazione di un sistema di maisons de plaisance, la "Corona di Delizie", mediante la rifunzionalizzazione di residenze preesistenti e la costruzione di nuovi edifici, destinati alla pratica venatoria e al loisir della corte. Il carattere unitario del complesso di edifici, che rappresentano un panorama completo dell'architettura monumentale europea del XVII e XVIII secolo, è dato dalla omogeneità stilistica dovuta al gruppo di architetti e artisti di corte operanti in maniera diffusa nelle residenze e nei palazzi governativi (tra questi anche Filippo Juvarra, Benedetto Alfieri, Claudio Francesco Beaumont). Il sito seriale è composto da 22 edifici, 11 situati nel centro di Torino, gli altri distribuiti secondo un impianto radiocentrico intorno alla città. Testo di Eugenio Farioli Vecchioli, Domizia Mattei. Con la collaborazione di Arnaldo Donnini, Sergio Macedone, Vincenzo Reale. Edizione a cura di Antonio Masiello.

  • Ven 14

    I Siti italiani del Patrimonio Mondiale Unesco — I Siti italiani del Patrimonio Mondiale Unesco

    Il sito seriale transnazionale è composto da 77 parti in 12 paesi europei: Albania, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Germania, Italia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Ucraina. Complessivamente il sito rappresenta uno straordinario esempio di foreste non disturbate dall'antropizzazione che si sono sviluppate dopo la fine dell'ultima era glaciale, partendo da poche aree isolate nelle Alpi, Carpazi e Pirenei, in un periodo di poche centinaia di anni con un processo che è ancora in corso. L'espansione in un intero continente è stata resa possibile grazie alla adattabilità del faggio e alla sua tolleranza delle diverse condizioni climatiche, geografiche e fisiche. Queste faggete vetuste sono indispensabili per comprendere la storia e l'evoluzione del faggio, che si è diffuso in tutte le altitudini, dalle zone costiere alle montagne, partendo dalle originarie aree glaciali dell'Europa sud orientale ed espandendosi verso l'Europa nord occidentale. Testo di Eugenio Farioli Vecchioli, Domizia Mattei. Con la collaborazione di Arnaldo Donnini, Sergio Macedone, Vincenzo Reale. Regia di Fedora Sasso, Eva Freré. Edizione a cura di Antonio Masiello. SI RINGRAZIA: PARCO FORESTE CASENTINESI; REPARTO DEI CARABINIERI BIODIVERSITA' DI CAPOVECCHIO; ENTE PARCO FORESTE CASENTINESI, EMANUELE PEREZ.