Controlla quando va in onda il programma Overland: orario di oggi, stasera e nei prossimi giorni nella guida programmi TV.
Overland andrà in onda nei seguenti orari (potrebbero esserci spoiler):
La nuova sfida firmata Overland si pone un obiettivo arduo: Filippo Tenti, con l'aiuto del padre Beppe, affronta una serie di viaggi in luoghi famosi solo per gli avvenimenti negativi che attanagliano la loro Storia, per andare oltre a quei preconcetti ormai radicati nella cultura occidentale e scoprire il loro vero volto e dando voce alla loro gente. Questa nuova missione inizia dall'Afghanistan, che torniamo a visitare dopo il ritorno dei Talebani al potere. Le incognite sono tante, come tante le cose che dal 15 agosto 2021 sono cambiate. Ma Filippo è deciso a visitare questa terra che l'aveva già affascinato per la meravigliosa natura e l'incredibile ospitalità locale, bellezze fortunatamente ancora presenti. La nuova realtà è disarmante: non essendoci più "invasori" stranieri, non si verificano quasi più attentati e molte zone del Paese prima inaccessibili sono ora visitabili. È l'occasione per spingersi in una zona remota ed essere tra i primi occidentali a percorrerla, per ammirare un cimelio nascosto: il Minareto di Jam.
La nuova sfida firmata Overland si pone un obiettivo arduo: Filippo Tenti, con l'aiuto del padre Beppe, affronta una serie di viaggi in luoghi famosi solo per gli avvenimenti negativi che attanagliano la loro Storia, per andare oltre a quei preconcetti ormai radicati nella cultura occidentale e scoprire il loro vero volto e dando voce alla loro gente. Questa nuova missione inizia dall'Afghanistan, che torniamo a visitare dopo il ritorno dei Talebani al potere. Le incognite sono tante, come tante le cose che dal 15 agosto 2021 sono cambiate. Ma Filippo è deciso a visitare questa terra che l'aveva già affascinato per la meravigliosa natura e l'incredibile ospitalità locale, bellezze fortunatamente ancora presenti. La nuova realtà è disarmante: non essendoci più "invasori" stranieri, non si verificano quasi più attentati e molte zone del Paese prima inaccessibili sono ora visitabili. È l'occasione per spingersi in una zona remota ed essere tra i primi occidentali a percorrerla, per ammirare un cimelio nascosto: il Minareto di Jam.
La nuova sfida firmata Overland si pone un obiettivo arduo: Filippo Tenti, con l'aiuto del padre Beppe, affronta una serie di viaggi in luoghi famosi solo per gli avvenimenti negativi che attanagliano la loro Storia, per andare oltre a quei preconcetti ormai radicati nella cultura occidentale e scoprire il loro vero volto e dando voce alla loro gente. Questa nuova missione inizia dall'Afghanistan, che torniamo a visitare dopo il ritorno dei Talebani al potere. Le incognite sono tante, come tante le cose che dal 15 agosto 2021 sono cambiate. Ma Filippo è deciso a visitare questa terra che l'aveva già affascinato per la meravigliosa natura e l'incredibile ospitalità locale, bellezze fortunatamente ancora presenti. La nuova realtà è disarmante: non essendoci più "invasori" stranieri, non si verificano quasi più attentati e molte zone del Paese prima inaccessibili sono ora visitabili. È l'occasione per spingersi in una zona remota ed essere tra i primi occidentali a percorrerla, per ammirare un cimelio nascosto: il Minareto di Jam.
La nuova sfida firmata Overland si pone un obiettivo arduo: Filippo Tenti, con l'aiuto del padre Beppe, affronta una serie di viaggi in luoghi famosi solo per gli avvenimenti negativi che attanagliano la loro Storia, per andare oltre a quei preconcetti ormai radicati nella cultura occidentale e scoprire il loro vero volto e dando voce alla loro gente. Questa nuova missione inizia dall'Afghanistan, che torniamo a visitare dopo il ritorno dei Talebani al potere. Le incognite sono tante, come tante le cose che dal 15 agosto 2021 sono cambiate. Ma Filippo è deciso a visitare questa terra che l'aveva già affascinato per la meravigliosa natura e l'incredibile ospitalità locale, bellezze fortunatamente ancora presenti. La nuova realtà è disarmante: non essendoci più "invasori" stranieri, non si verificano quasi più attentati e molte zone del Paese prima inaccessibili sono ora visitabili. È l'occasione per spingersi in una zona remota ed essere tra i primi occidentali a percorrerla, per ammirare un cimelio nascosto: il Minareto di Jam.
Visitata la valle di Bamiyan e il sito dei giganteschi Buddha distrutti nel 2001 dai Talebani, Filippo torna in un'altra zona del cuore: il Parco dei Laghi di Band-e Amir. La natura così imponente e maestosa fa riflettere sulla morfologia dell'Afghanistan, Paese per 2/3 montuoso e ospitante vette oltre i 7.000 metri di quota. Beppe Tenti è stato qui numerose volte tra gli anni '70 e i 2000, e contribuisce con il suo racconto alla scoperta di un volto alpinistico poco conosciuto della nazione. Dopo una tappa immancabile a Herat, visitiamo un centro clandestino che offre corsi di formazione alle donne, oggi private di ogni tipo di libertà tra cui l'istruzione secondaria: la testimonianza della fondatrice ci scuote profondamente. È tempo per Filippo di intraprendere un lungo itinerario in una zona poco battuta non solo dagli stranieri, ma da chiunque: ora che i Talebani sono al potere, il pericolo locale è rappresentato da gruppi criminali che depredano passanti e saccheggiano villaggi. Ma ogni sforzo vale il premio di giungere al primo sito Unesco afgano: il mitico Minareto di Jam, oggi seriamente a rischio per le condizioni del terreno sempre più eroso dal passaggio dei fiumi tra cui si trova. Un malinteso tra le scorte di Talebani rischia di compromettere l'esito della missione.
Visitata la valle di Bamiyan e il sito dei giganteschi Buddha distrutti nel 2001 dai Talebani, Filippo torna in un'altra zona del cuore: il Parco dei Laghi di Band-e Amir. La natura così imponente e maestosa fa riflettere sulla morfologia dell'Afghanistan, Paese per 2/3 montuoso e ospitante vette oltre i 7.000 metri di quota. Beppe Tenti è stato qui numerose volte tra gli anni '70 e i 2000, e contribuisce con il suo racconto alla scoperta di un volto alpinistico poco conosciuto della nazione. Dopo una tappa immancabile a Herat, visitiamo un centro clandestino che offre corsi di formazione alle donne, oggi private di ogni tipo di libertà tra cui l'istruzione secondaria: la testimonianza della fondatrice ci scuote profondamente. È tempo per Filippo di intraprendere un lungo itinerario in una zona poco battuta non solo dagli stranieri, ma da chiunque: ora che i Talebani sono al potere, il pericolo locale è rappresentato da gruppi criminali che depredano passanti e saccheggiano villaggi. Ma ogni sforzo vale il premio di giungere al primo sito Unesco afgano: il mitico Minareto di Jam, oggi seriamente a rischio per le condizioni del terreno sempre più eroso dal passaggio dei fiumi tra cui si trova. Un malinteso tra le scorte di Talebani rischia di compromettere l'esito della missione.
Visitata la valle di Bamiyan e il sito dei giganteschi Buddha distrutti nel 2001 dai Talebani, Filippo torna in un'altra zona del cuore: il Parco dei Laghi di Band-e Amir. La natura così imponente e maestosa fa riflettere sulla morfologia dell'Afghanistan, Paese per 2/3 montuoso e ospitante vette oltre i 7.000 metri di quota. Beppe Tenti è stato qui numerose volte tra gli anni '70 e i 2000, e contribuisce con il suo racconto alla scoperta di un volto alpinistico poco conosciuto della nazione. Dopo una tappa immancabile a Herat, visitiamo un centro clandestino che offre corsi di formazione alle donne, oggi private di ogni tipo di libertà tra cui l'istruzione secondaria: la testimonianza della fondatrice ci scuote profondamente. È tempo per Filippo di intraprendere un lungo itinerario in una zona poco battuta non solo dagli stranieri, ma da chiunque: ora che i Talebani sono al potere, il pericolo locale è rappresentato da gruppi criminali che depredano passanti e saccheggiano villaggi. Ma ogni sforzo vale il premio di giungere al primo sito Unesco afgano: il mitico Minareto di Jam, oggi seriamente a rischio per le condizioni del terreno sempre più eroso dal passaggio dei fiumi tra cui si trova. Un malinteso tra le scorte di Talebani rischia di compromettere l'esito della missione.
Visitata la valle di Bamiyan e il sito dei giganteschi Buddha distrutti nel 2001 dai Talebani, Filippo torna in un'altra zona del cuore: il Parco dei Laghi di Band-e Amir. La natura così imponente e maestosa fa riflettere sulla morfologia dell'Afghanistan, Paese per 2/3 montuoso e ospitante vette oltre i 7.000 metri di quota. Beppe Tenti è stato qui numerose volte tra gli anni '70 e i 2000, e contribuisce con il suo racconto alla scoperta di un volto alpinistico poco conosciuto della nazione. Dopo una tappa immancabile a Herat, visitiamo un centro clandestino che offre corsi di formazione alle donne, oggi private di ogni tipo di libertà tra cui l'istruzione secondaria: la testimonianza della fondatrice ci scuote profondamente. È tempo per Filippo di intraprendere un lungo itinerario in una zona poco battuta non solo dagli stranieri, ma da chiunque: ora che i Talebani sono al potere, il pericolo locale è rappresentato da gruppi criminali che depredano passanti e saccheggiano villaggi. Ma ogni sforzo vale il premio di giungere al primo sito Unesco afgano: il mitico Minareto di Jam, oggi seriamente a rischio per le condizioni del terreno sempre più eroso dal passaggio dei fiumi tra cui si trova. Un malinteso tra le scorte di Talebani rischia di compromettere l'esito della missione.
La seconda tappa alla scoperta del Mondo con gli occhi di Overland, al di là dei titoli di giornali e degli stereotipi che eventi negativi hanno radicato nella visione di alcuni Paesi, è il Kazakistan: una terra che per quanto enorme è sconosciuta ai più e sembra quasi non esistere. Oppure è ricordata principalmente per le invasioni distruttive di Gengis Khan, il disastro ambientale del Lago Aral e altre conseguenze del passato sovietico, e le materie prime di cui il Paese è ricchissimo, tra cui il petrolio. Quello che invece scopriremo è un Paese vario e sfaccettato, con paesaggi meravigliosi, una grande tradizione storica e un'attenzione particolare all'ospitalità dello straniero. Il panorama cambia radicalmente dalla steppa arida al paesaggio alpino: nel Parco Naturale Altyn-Emel restiamo affascinati dalla "Duna che canta", mentre nel Tian Shan scopriamo moderni impianti sciistici. La grotta di Akmeshit custodisce un microclima inaspettato nel cuore della steppa, mentre nel Nord del Paese il Parco Naturale Korgalzhyn protegge il passaggio di specie rare di uccelli. Ci immergiamo nella metropoli Almaty e in una delle tappe fondamentali della Via della Seta, Turkistan, dove si fondono con rispetto diverse etnie e religioni.
La seconda tappa alla scoperta del Mondo con gli occhi di Overland, al di là dei titoli di giornali e degli stereotipi che eventi negativi hanno radicato nella visione di alcuni Paesi, è il Kazakistan: una terra che per quanto enorme è sconosciuta ai più e sembra quasi non esistere. Oppure è ricordata principalmente per le invasioni distruttive di Gengis Khan, il disastro ambientale del Lago Aral e altre conseguenze del passato sovietico, e le materie prime di cui il Paese è ricchissimo, tra cui il petrolio. Quello che invece scopriremo è un Paese vario e sfaccettato, con paesaggi meravigliosi, una grande tradizione storica e un'attenzione particolare all'ospitalità dello straniero. Il panorama cambia radicalmente dalla steppa arida al paesaggio alpino: nel Parco Naturale Altyn-Emel restiamo affascinati dalla "Duna che canta", mentre nel Tian Shan scopriamo moderni impianti sciistici. La grotta di Akmeshit custodisce un microclima inaspettato nel cuore della steppa, mentre nel Nord del Paese il Parco Naturale Korgalzhyn protegge il passaggio di specie rare di uccelli. Ci immergiamo nella metropoli Almaty e in una delle tappe fondamentali della Via della Seta, Turkistan, dove si fondono con rispetto diverse etnie e religioni.
La seconda tappa alla scoperta del Mondo con gli occhi di Overland, al di là dei titoli di giornali e degli stereotipi che eventi negativi hanno radicato nella visione di alcuni Paesi, è il Kazakistan: una terra che per quanto enorme è sconosciuta ai più e sembra quasi non esistere. Oppure è ricordata principalmente per le invasioni distruttive di Gengis Khan, il disastro ambientale del Lago Aral e altre conseguenze del passato sovietico, e le materie prime di cui il Paese è ricchissimo, tra cui il petrolio. Quello che invece scopriremo è un Paese vario e sfaccettato, con paesaggi meravigliosi, una grande tradizione storica e un'attenzione particolare all'ospitalità dello straniero. Il panorama cambia radicalmente dalla steppa arida al paesaggio alpino: nel Parco Naturale Altyn-Emel restiamo affascinati dalla "Duna che canta", mentre nel Tian Shan scopriamo moderni impianti sciistici. La grotta di Akmeshit custodisce un microclima inaspettato nel cuore della steppa, mentre nel Nord del Paese il Parco Naturale Korgalzhyn protegge il passaggio di specie rare di uccelli. Ci immergiamo nella metropoli Almaty e in una delle tappe fondamentali della Via della Seta, Turkistan, dove si fondono con rispetto diverse etnie e religioni.
La seconda tappa alla scoperta del Mondo con gli occhi di Overland, al di là dei titoli di giornali e degli stereotipi che eventi negativi hanno radicato nella visione di alcuni Paesi, è il Kazakistan: una terra che per quanto enorme è sconosciuta ai più e sembra quasi non esistere. Oppure è ricordata principalmente per le invasioni distruttive di Gengis Khan, il disastro ambientale del Lago Aral e altre conseguenze del passato sovietico, e le materie prime di cui il Paese è ricchissimo, tra cui il petrolio. Quello che invece scopriremo è un Paese vario e sfaccettato, con paesaggi meravigliosi, una grande tradizione storica e un'attenzione particolare all'ospitalità dello straniero. Il panorama cambia radicalmente dalla steppa arida al paesaggio alpino: nel Parco Naturale Altyn-Emel restiamo affascinati dalla "Duna che canta", mentre nel Tian Shan scopriamo moderni impianti sciistici. La grotta di Akmeshit custodisce un microclima inaspettato nel cuore della steppa, mentre nel Nord del Paese il Parco Naturale Korgalzhyn protegge il passaggio di specie rare di uccelli. Ci immergiamo nella metropoli Almaty e in una delle tappe fondamentali della Via della Seta, Turkistan, dove si fondono con rispetto diverse etnie e religioni.
Ci tuffiamo nel passato del Kazakistan per conoscere uno dei simboli dell'identità nazionale nonché uno dei ritrovamenti più incredibili della Storia kazaka e non solo: l'Uomo d'oro. La sua scoperta cambiò la percezione della società nomade, le cui tradizioni sono ancora vive e trasmesse ai giovani kazaki grazie a centri culturali che le salvaguardano dall'oblio, di generazione in generazione. Questo prezioso patrimonio è stato messo a rischio dall'appiattimento culturale imposto dal regime sovietico, di cui non possiamo non ricordare anche le terribili tragedie avvenute nei Gulag visitando il museo Alzhir, vicino alla capitale Astana. Un altro salto temporale a 2000 anni fa, nella località archeologica di Otrar, e si torna al presente ammaliati dalle bellezze naturali che ancora non cessano di stupirci: dalle incredibili conformazioni geologiche dei Monti Aktau, all'incantevole lago alpino di Kaindy, fino a perderci nel maestoso Canyon del Charyn. I pregevoli contributi dell'ambasciatore italiano ad Almaty e di quello kazako a Roma completano il nostro nuovo modo di vedere e apprezzare questo gigante invisibile nel cuore del Centro Asia.
Ci tuffiamo nel passato del Kazakistan per conoscere uno dei simboli dell'identità nazionale nonché uno dei ritrovamenti più incredibili della Storia kazaka e non solo: l'Uomo d'oro. La sua scoperta cambiò la percezione della società nomade, le cui tradizioni sono ancora vive e trasmesse ai giovani kazaki grazie a centri culturali che le salvaguardano dall'oblio, di generazione in generazione. Questo prezioso patrimonio è stato messo a rischio dall'appiattimento culturale imposto dal regime sovietico, di cui non possiamo non ricordare anche le terribili tragedie avvenute nei Gulag visitando il museo Alzhir, vicino alla capitale Astana. Un altro salto temporale a 2000 anni fa, nella località archeologica di Otrar, e si torna al presente ammaliati dalle bellezze naturali che ancora non cessano di stupirci: dalle incredibili conformazioni geologiche dei Monti Aktau, all'incantevole lago alpino di Kaindy, fino a perderci nel maestoso Canyon del Charyn. I pregevoli contributi dell'ambasciatore italiano ad Almaty e di quello kazako a Roma completano il nostro nuovo modo di vedere e apprezzare questo gigante invisibile nel cuore del Centro Asia.
Ci tuffiamo nel passato del Kazakistan per conoscere uno dei simboli dell'identità nazionale nonché uno dei ritrovamenti più incredibili della Storia kazaka e non solo: l'Uomo d'oro. La sua scoperta cambiò la percezione della società nomade, le cui tradizioni sono ancora vive e trasmesse ai giovani kazaki grazie a centri culturali che le salvaguardano dall'oblio, di generazione in generazione. Questo prezioso patrimonio è stato messo a rischio dall'appiattimento culturale imposto dal regime sovietico, di cui non possiamo non ricordare anche le terribili tragedie avvenute nei Gulag visitando il museo Alzhir, vicino alla capitale Astana. Un altro salto temporale a 2000 anni fa, nella località archeologica di Otrar, e si torna al presente ammaliati dalle bellezze naturali che ancora non cessano di stupirci: dalle incredibili conformazioni geologiche dei Monti Aktau, all'incantevole lago alpino di Kaindy, fino a perderci nel maestoso Canyon del Charyn. I pregevoli contributi dell'ambasciatore italiano ad Almaty e di quello kazako a Roma completano il nostro nuovo modo di vedere e apprezzare questo gigante invisibile nel cuore del Centro Asia.
Percorrendo oltre 30.000 chilometri, il team di Overland incontrerà diverse popolazioni, affronterà ostacoli burocratici e situazioni geopolitiche estremamente delicate: dovranno combattere con scorta armata, attacchi terroristici, rivolte, guerriglia e chiusure di frontiere, ma saranno ricompensati con meravigliose paesaggi incontaminati, percorrendo le miglia su passi di montagna e terre desolate.
Ci tuffiamo nel passato del Kazakistan per conoscere uno dei simboli dell'identità nazionale nonché uno dei ritrovamenti più incredibili della Storia kazaka e non solo: l'Uomo d'oro. La sua scoperta cambiò la percezione della società nomade, le cui tradizioni sono ancora vive e trasmesse ai giovani kazaki grazie a centri culturali che le salvaguardano dall'oblio, di generazione in generazione. Questo prezioso patrimonio è stato messo a rischio dall'appiattimento culturale imposto dal regime sovietico, di cui non possiamo non ricordare anche le terribili tragedie avvenute nei Gulag visitando il museo Alzhir, vicino alla capitale Astana. Un altro salto temporale a 2000 anni fa, nella località archeologica di Otrar, e si torna al presente ammaliati dalle bellezze naturali che ancora non cessano di stupirci: dalle incredibili conformazioni geologiche dei Monti Aktau, all'incantevole lago alpino di Kaindy, fino a perderci nel maestoso Canyon del Charyn. I pregevoli contributi dell'ambasciatore italiano ad Almaty e di quello kazako a Roma completano il nostro nuovo modo di vedere e apprezzare questo gigante invisibile nel cuore del Centro Asia.
Percorrendo oltre 30.000 chilometri, il team di Overland incontrerà diverse popolazioni, affronterà ostacoli burocratici e situazioni geopolitiche estremamente delicate: dovranno combattere con scorta armata, attacchi terroristici, rivolte, guerriglia e chiusure di frontiere, ma saranno ricompensati con meravigliose paesaggi incontaminati, percorrendo le miglia su passi di montagna e terre desolate.
L'Iraq è, probabilmente, nel nostro immaginario collettivo, uno dei Paesi più pericolosi al mondo. Dopo anni di dittatura e le due Guerre del Golfo, il Paese è stato ancora scenario di una guerra devastante, questa volta per mano del fantomatico quanto spietato, Califfato Islamico, l'ISIS. Fin dai primi momenti del nostro viaggio, la capitale Baghdad, per noi legata solo a guerra e distruzione, ci ha mostrato il suo volto gentile e accogliente. Abbiamo poi visto una delle città più famose della Storia occidentale: Babilonia, sia la parte ricostruita da Saddam, sia quella originale. Un luogo assolutamente magico. Ma le tracce delle tragedie passate sono ancora presenti: visitare Mosul, devastata dalla folle violenza dell'ISIS è stato un momento molto difficile del viaggio.
L'Iraq è, probabilmente, nel nostro immaginario collettivo, uno dei Paesi più pericolosi al mondo. Dopo anni di dittatura e le due Guerre del Golfo, il Paese è stato ancora scenario di una guerra devastante, questa volta per mano del fantomatico quanto spietato, Califfato Islamico, l'ISIS. Fin dai primi momenti del nostro viaggio, la capitale Baghdad, per noi legata solo a guerra e distruzione, ci ha mostrato il suo volto gentile e accogliente. Abbiamo poi visto una delle città più famose della Storia occidentale: Babilonia, sia la parte ricostruita da Saddam, sia quella originale. Un luogo assolutamente magico. Ma le tracce delle tragedie passate sono ancora presenti: visitare Mosul, devastata dalla folle violenza dell'ISIS è stato un momento molto difficile del viaggio.
L'Iraq è, probabilmente, nel nostro immaginario collettivo, uno dei Paesi più pericolosi al mondo. Dopo anni di dittatura e le due Guerre del Golfo, il Paese è stato ancora scenario di una guerra devastante, questa volta per mano del fantomatico quanto spietato, Califfato Islamico, l'ISIS. Fin dai primi momenti del nostro viaggio, la capitale Baghdad, per noi legata solo a guerra e distruzione, ci ha mostrato il suo volto gentile e accogliente. Abbiamo poi visto una delle città più famose della Storia occidentale: Babilonia, sia la parte ricostruita da Saddam, sia quella originale. Un luogo assolutamente magico. Ma le tracce delle tragedie passate sono ancora presenti: visitare Mosul, devastata dalla folle violenza dell'ISIS è stato un momento molto difficile del viaggio.
L'Iraq è, probabilmente, nel nostro immaginario collettivo, uno dei Paesi più pericolosi al mondo. Dopo anni di dittatura e le due Guerre del Golfo, il Paese è stato ancora scenario di una guerra devastante, questa volta per mano del fantomatico quanto spietato, Califfato Islamico, l'ISIS. Fin dai primi momenti del nostro viaggio, la capitale Baghdad, per noi legata solo a guerra e distruzione, ci ha mostrato il suo volto gentile e accogliente. Abbiamo poi visto una delle città più famose della Storia occidentale: Babilonia, sia la parte ricostruita da Saddam, sia quella originale. Un luogo assolutamente magico. Ma le tracce delle tragedie passate sono ancora presenti: visitare Mosul, devastata dalla folle violenza dell'ISIS è stato un momento molto difficile del viaggio.
Ci perdiamo in un viaggio nel tempo, tra città e monumenti le cui origini si perdono nella notte dei tempi, come Hatra (dove troveremo ancora traccia del passaggio dell'ISIS), il minareto di Samara e la Ziggurat di Ur, la piramide della Mesopotamia. E poi, scopriamo un'ambiente naturale che non ci aspetteremmo mai di trovare qui in Iraq: le paludi! La storia antica dell'Iraq è ciò che lo rende un Paese unico, ma adesso ha un disperato bisogno di presente: i segni del suo passato, le cicatrici della sofferenza sono ancora visibili; per farcela ci vorrà un lungo periodo di pace e tutta la forza di questo popolo incredibile. Gli Iracheni ci hanno dimostrato una grande ospitalità: dove ci aspettavamo di trovare rabbia e risentimento, abbiamo invece trovato un'incontenibile voglia di vivere serenamente. Insomma, nonostante tutto quello che è successo, gli Iracheni sorridono alla vita; e questo non è per niente scontato.
Ci perdiamo in un viaggio nel tempo, tra città e monumenti le cui origini si perdono nella notte dei tempi, come Hatra (dove troveremo ancora traccia del passaggio dell'ISIS), il minareto di Samara e la Ziggurat di Ur, la piramide della Mesopotamia. E poi, scopriamo un'ambiente naturale che non ci aspetteremmo mai di trovare qui in Iraq: le paludi! La storia antica dell'Iraq è ciò che lo rende un Paese unico, ma adesso ha un disperato bisogno di presente: i segni del suo passato, le cicatrici della sofferenza sono ancora visibili; per farcela ci vorrà un lungo periodo di pace e tutta la forza di questo popolo incredibile. Gli Iracheni ci hanno dimostrato una grande ospitalità: dove ci aspettavamo di trovare rabbia e risentimento, abbiamo invece trovato un'incontenibile voglia di vivere serenamente. Insomma, nonostante tutto quello che è successo, gli Iracheni sorridono alla vita; e questo non è per niente scontato.
Ci perdiamo in un viaggio nel tempo, tra città e monumenti le cui origini si perdono nella notte dei tempi, come Hatra (dove troveremo ancora traccia del passaggio dell'ISIS), il minareto di Samara e la Ziggurat di Ur, la piramide della Mesopotamia. E poi, scopriamo un'ambiente naturale che non ci aspetteremmo mai di trovare qui in Iraq: le paludi! La storia antica dell'Iraq è ciò che lo rende un Paese unico, ma adesso ha un disperato bisogno di presente: i segni del suo passato, le cicatrici della sofferenza sono ancora visibili; per farcela ci vorrà un lungo periodo di pace e tutta la forza di questo popolo incredibile. Gli Iracheni ci hanno dimostrato una grande ospitalità: dove ci aspettavamo di trovare rabbia e risentimento, abbiamo invece trovato un'incontenibile voglia di vivere serenamente. Insomma, nonostante tutto quello che è successo, gli Iracheni sorridono alla vita; e questo non è per niente scontato.
Percorrendo oltre 30.000 chilometri, il team di Overland incontrerà diverse popolazioni, affronterà ostacoli burocratici e situazioni geopolitiche estremamente delicate: dovranno combattere con scorta armata, attacchi terroristici, rivolte, guerriglia e chiusure di frontiere, ma saranno ricompensati con meravigliose paesaggi incontaminati, percorrendo le miglia su passi di montagna e terre desolate.
Percorrendo oltre 30.000 chilometri, il team di Overland incontrerà diverse popolazioni, affronterà ostacoli burocratici e situazioni geopolitiche estremamente delicate: dovranno combattere con scorta armata, attacchi terroristici, rivolte, guerriglia e chiusure di frontiere, ma saranno ricompensati con meravigliose paesaggi incontaminati, percorrendo le miglia su passi di montagna e terre desolate.
La nostra prossima tappa è da molti chiamata la perla d'Africa. Ma purtroppo l'Uganda è troppo spesso associata, nel nostro percepito, con la povertà, dittatori sanguinari, la violenza interetnica e i diritti umani violati; nel passato il Paese ha anche dovuto affrontare guerre civili, terrorismo, una corruzione endemica e la piaga di malattie come l'AIDS e l'ebola. Nonostante ciò, il Paese vanta una varietà di parchi nazionali e riserve naturali incredibili, che ospitano alcune delle specie animali più rare e affascinanti. Al Queen Elizabeth National Park scopriamo la sua straordinaria biodiversità e un'incredibile fauna selvatica come elefanti, bufali, antilopi, giraffe, leoni, leopardi e molti altri animali. E iniziamo a cogliere il profondo legame della popolazione locale con gli animali, interagendo con i membri dell'Uganda Wildlife Authority, l'autorità ugandese per la fauna selvatica. Presso il Kazinga Channel, conosciamo la realtà locale di villaggi di pescatori, la piacevole ospitalità del popolo ugandese e i grandi sforzi che sta compiendo per rendere consapevoli i giovani che il futuro è nelle loro mani. E constatiamo con orgoglio patriottico come anche gli aiuti umanitari italiani abbiano un concreto risvolto visitando l'ospedale di Emergency a Entebbe.
Il viaggio di Overland tra meravigliosi paesaggi incontaminati. In ogni angolo del pianeta le storie, i popoli, gli usi, i costumi, i colori, le speranze, le difficoltà. Un archivio di immagini prezioso per la memoria di un mondo sempre più a rischio tra cambiamenti climatici e sociopolitici.