Storie della Tv

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Andrea Barbato e Giuseppe Marrazzo, il racconto della notizia

Venerdì 13 Febbraio RAI STORIA (54)

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Programmazione Storie della Tv: prossimi orari in TV

Storie della Tv andrà in onda nei seguenti orari (potrebbero esserci spoiler):

  • Gio 12

    Andrea Barbato e Giuseppe Marrazzo, il racconto della notizia — Storie della Tv

    Storie della tv - Andrea Barbato e Giuseppe Marrazzo, il racconto della notizia - La puntata ripercorre la storia professionale di due giornalisti che sembrano non avere niente in comune : Andrea Barbato e - Giuseppe Marrazzo. Così diversi per stile ed attitudini, hanno entrambi legato il proprio nome alla stagione del TG2, cominciata negli anni '70 - Di Fabrizio Marini regia di Matteo Berdini e Ai Nagasawa Produttore esecutivo Alessandra Conforti

  • Ven 13

    Giordani-Ravel. Attenti a quei due! — Storie della Tv

    Un viaggio tra volti leggendari e generi che raccontano il passato e il presente della tv e che mostrano come la televisione si sia intrecciata alla storia del Paese, prima come testimone dei grandi avvenimenti, poi come protagonista essa stessa dei cambiamenti sociali e culturali. Sono la tv italiana e la Rai in particolare le protagoniste della nuova serie "Storie della Tv" - sei puntate di Alessandro Chiappetta ed Enrico Salvatori scritte con Stefano Di Gioacchino e con la consulenza e la partecipazione di Aldo Grasso - in onda da martedì 25 febbraio alle 21.10 su Rai Storia. Da Sanremo a Enzo Tortora, l'inventore dei format; dai "viaggiatori" del piccolo schermo al Mattatore; da Raimondo Vianello al mondo delle primedonne: ogni puntata - introdotta dalle parole di alcune delle più celebri annunciatrici della storia della Rai, in un ideale filo conduttore del tempo che passa – ospita anche gli interventi di alcuni "testimoni", come Pippo Baudo e Renzo Arbore (sempre presenti), e di altri protagonisti del piccolo schermo: registi, cantanti, attori, esperti di tv. Si comincia con lo spettacolo degli spettacoli: il Festival di Sanremo, il rito nazionalpopolare che - fin da quando regnavano la Regina Nilla Pizzi e il Reuccio Claudio Villa - coinvolge, volenti o nolenti, tutti gli italiani. A parlarne sono Iva Zanicchi, Vito Molinari (regista dei primi due Festival televisivi, 1955 e '56) Eddy Anselmi (autore di una storia del Festival) ed Ettore Geri (amico e ammiratore di Villa). Il secondo protagonista è Enzo Tortora, ricordato – tra gli altri - da Enza Sampò, Lino Patruno e Bruno Voglino: un uomo passato alla storia per il clamoroso errore giudiziario di cui fu vittima, ma prima e soprattutto un grandissimo presentatore e autore, che con la sua cultura e la sua ironia ha lasciato un segno indelebile in 30 anni di televisione italiana. Si passa poi alla tv dei "viaggiatori del piccolo schermo": Mario Soldati, Ugo Zatterin e Virgilio Sabel. Sono loro che la Rai mete in campo tra il 1957 e il '64 per percorrere in lungo e in largo la penisola, per documentare, con cineprese e microfoni, un Paese da poco uscito dalla dittatura e dalla guerra. Ne parlano Marco Bertozzi (storico del documentario italiano) Wolfango Soldati, Marco Zatterin e Antonia Berto Smith (figlia dello scrittore Giuseppe, amico e collaboratore di Sabel). In "Storie della Tv" – la cui regia è firmata da Matteo Berdini - anche altri due grandi nomi: Vittorio Gasmann, che nel 1959 con "Il mattatore" inventò la contaminazione dei generi e il programma "contenitore"; e Raimondo Vianello, la fantasia al potere, una delle colonne portanti del varietà italiano e del suo stile garbato. A ricordare il primo sono Paola Gassman, Giancarlo Scarchilli e Valeria Fabrizi, mentre il ricordo di Vianello è affidato a Vito Molinari, Carla Vistarini, Massimo Giuliani e Iva Zanicchi. Si chiude al femminile con le primedonne della Tv, da Delia Scala a Stefania Rotolo, raccontate da Bruno Voglino, Vito Molinari, Enza Sampò e Lidia Ravera. La prima diventa la rappresentante di una presenza femminile diversa dal canone classico della soubrette paillettes e lustrini, mentre la seconda – all'avvento del colore – si propone come una giovane donna libera e determinata, una ragazza degli anni Settanta.

  • Ven 13

    Giordani-Ravel. Attenti a quei due! — Storie della Tv

    Un viaggio tra volti leggendari e generi che raccontano il passato e il presente della tv e che mostrano come la televisione si sia intrecciata alla storia del Paese, prima come testimone dei grandi avvenimenti, poi come protagonista essa stessa dei cambiamenti sociali e culturali. Sono la tv italiana e la Rai in particolare le protagoniste della nuova serie "Storie della Tv" - sei puntate di Alessandro Chiappetta ed Enrico Salvatori scritte con Stefano Di Gioacchino e con la consulenza e la partecipazione di Aldo Grasso - in onda da martedì 25 febbraio alle 21.10 su Rai Storia. Da Sanremo a Enzo Tortora, l'inventore dei format; dai "viaggiatori" del piccolo schermo al Mattatore; da Raimondo Vianello al mondo delle primedonne: ogni puntata - introdotta dalle parole di alcune delle più celebri annunciatrici della storia della Rai, in un ideale filo conduttore del tempo che passa – ospita anche gli interventi di alcuni "testimoni", come Pippo Baudo e Renzo Arbore (sempre presenti), e di altri protagonisti del piccolo schermo: registi, cantanti, attori, esperti di tv. Si comincia con lo spettacolo degli spettacoli: il Festival di Sanremo, il rito nazionalpopolare che - fin da quando regnavano la Regina Nilla Pizzi e il Reuccio Claudio Villa - coinvolge, volenti o nolenti, tutti gli italiani. A parlarne sono Iva Zanicchi, Vito Molinari (regista dei primi due Festival televisivi, 1955 e '56) Eddy Anselmi (autore di una storia del Festival) ed Ettore Geri (amico e ammiratore di Villa). Il secondo protagonista è Enzo Tortora, ricordato – tra gli altri - da Enza Sampò, Lino Patruno e Bruno Voglino: un uomo passato alla storia per il clamoroso errore giudiziario di cui fu vittima, ma prima e soprattutto un grandissimo presentatore e autore, che con la sua cultura e la sua ironia ha lasciato un segno indelebile in 30 anni di televisione italiana. Si passa poi alla tv dei "viaggiatori del piccolo schermo": Mario Soldati, Ugo Zatterin e Virgilio Sabel. Sono loro che la Rai mete in campo tra il 1957 e il '64 per percorrere in lungo e in largo la penisola, per documentare, con cineprese e microfoni, un Paese da poco uscito dalla dittatura e dalla guerra. Ne parlano Marco Bertozzi (storico del documentario italiano) Wolfango Soldati, Marco Zatterin e Antonia Berto Smith (figlia dello scrittore Giuseppe, amico e collaboratore di Sabel). In "Storie della Tv" – la cui regia è firmata da Matteo Berdini - anche altri due grandi nomi: Vittorio Gasmann, che nel 1959 con "Il mattatore" inventò la contaminazione dei generi e il programma "contenitore"; e Raimondo Vianello, la fantasia al potere, una delle colonne portanti del varietà italiano e del suo stile garbato. A ricordare il primo sono Paola Gassman, Giancarlo Scarchilli e Valeria Fabrizi, mentre il ricordo di Vianello è affidato a Vito Molinari, Carla Vistarini, Massimo Giuliani e Iva Zanicchi. Si chiude al femminile con le primedonne della Tv, da Delia Scala a Stefania Rotolo, raccontate da Bruno Voglino, Vito Molinari, Enza Sampò e Lidia Ravera. La prima diventa la rappresentante di una presenza femminile diversa dal canone classico della soubrette paillettes e lustrini, mentre la seconda – all'avvento del colore – si propone come una giovane donna libera e determinata, una ragazza degli anni Settanta.

  • Mar 17

    La partenza (1926 - 1954) — Storie della Tv

    Storie della tv La partenza (1926-1954) Prima TV per Rai - I primi 50 anni della Televisione Italiana e la lunga preparazione al lancio della programmazione ufficiale, avviata il 3 gennaio 1954. Nel 1926 - avviene la prima dimostrazione pubblica di un sistema di ripresa e trasmissione televisiva in Italia: è l'inizio di una lunga fase di sperimentazione, interrotta dalla Seconda Guerra Mondiale, che si concluderà con il fatidico 3 gennaio '54. Con le testimonianze di Romana De Angelis Bertolotti, Alessandro Banfi, Enrico Menduni e Vito Molinari. - di Fabrizio Marini. Un programma di Enrico Salvatori e di Fabrizio Marini, con la consulenza di Aldo Grasso. Produttore esecutivo Emanuela Capo. Regia di Eva Frerè e Matteo Bardelli.

  • Mer 18

    Storie della Tv — Storie della Tv

    Un viaggio tra volti leggendari e generi che raccontano il passato e il presente della tv e che mostrano come la televisione si sia intrecciata alla storia del Paese, prima come testimone dei grandi avvenimenti, poi come protagonista essa stessa dei cambiamenti sociali e culturali. Sono la tv italiana e la Rai in particolare le protagoniste della nuova serie "Storie della Tv" - sei puntate di Alessandro Chiappetta ed Enrico Salvatori scritte con Stefano Di Gioacchino e con la consulenza e la partecipazione di Aldo Grasso - in onda da martedì 25 febbraio alle 21.10 su Rai Storia. Da Sanremo a Enzo Tortora, l'inventore dei format; dai "viaggiatori" del piccolo schermo al Mattatore; da Raimondo Vianello al mondo delle primedonne: ogni puntata - introdotta dalle parole di alcune delle più celebri annunciatrici della storia della Rai, in un ideale filo conduttore del tempo che passa – ospita anche gli interventi di alcuni "testimoni", come Pippo Baudo e Renzo Arbore (sempre presenti), e di altri protagonisti del piccolo schermo: registi, cantanti, attori, esperti di tv. Si comincia con lo spettacolo degli spettacoli: il Festival di Sanremo, il rito nazionalpopolare che - fin da quando regnavano la Regina Nilla Pizzi e il Reuccio Claudio Villa - coinvolge, volenti o nolenti, tutti gli italiani. A parlarne sono Iva Zanicchi, Vito Molinari (regista dei primi due Festival televisivi, 1955 e '56) Eddy Anselmi (autore di una storia del Festival) ed Ettore Geri (amico e ammiratore di Villa). Il secondo protagonista è Enzo Tortora, ricordato – tra gli altri - da Enza Sampò, Lino Patruno e Bruno Voglino: un uomo passato alla storia per il clamoroso errore giudiziario di cui fu vittima, ma prima e soprattutto un grandissimo presentatore e autore, che con la sua cultura e la sua ironia ha lasciato un segno indelebile in 30 anni di televisione italiana. Si passa poi alla tv dei "viaggiatori del piccolo schermo": Mario Soldati, Ugo Zatterin e Virgilio Sabel. Sono loro che la Rai mete in campo tra il 1957 e il '64 per percorrere in lungo e in largo la penisola, per documentare, con cineprese e microfoni, un Paese da poco uscito dalla dittatura e dalla guerra. Ne parlano Marco Bertozzi (storico del documentario italiano) Wolfango Soldati, Marco Zatterin e Antonia Berto Smith (figlia dello scrittore Giuseppe, amico e collaboratore di Sabel). In "Storie della Tv" – la cui regia è firmata da Matteo Berdini - anche altri due grandi nomi: Vittorio Gasmann, che nel 1959 con "Il mattatore" inventò la contaminazione dei generi e il programma "contenitore"; e Raimondo Vianello, la fantasia al potere, una delle colonne portanti del varietà italiano e del suo stile garbato. A ricordare il primo sono Paola Gassman, Giancarlo Scarchilli e Valeria Fabrizi, mentre il ricordo di Vianello è affidato a Vito Molinari, Carla Vistarini, Massimo Giuliani e Iva Zanicchi. Si chiude al femminile con le primedonne della Tv, da Delia Scala a Stefania Rotolo, raccontate da Bruno Voglino, Vito Molinari, Enza Sampò e Lidia Ravera. La prima diventa la rappresentante di una presenza femminile diversa dal canone classico della soubrette paillettes e lustrini, mentre la seconda – all'avvento del colore – si propone come una giovane donna libera e determinata, una ragazza degli anni Settanta.

  • Gio 19

    Storie della Tv — Storie della Tv

    Un viaggio tra volti leggendari e generi che raccontano il passato e il presente della tv e che mostrano come la televisione si sia intrecciata alla storia del Paese, prima come testimone dei grandi avvenimenti, poi come protagonista essa stessa dei cambiamenti sociali e culturali. Sono la tv italiana e la Rai in particolare le protagoniste della nuova serie "Storie della Tv" - sei puntate di Alessandro Chiappetta ed Enrico Salvatori scritte con Stefano Di Gioacchino e con la consulenza e la partecipazione di Aldo Grasso - in onda da martedì 25 febbraio alle 21.10 su Rai Storia. Da Sanremo a Enzo Tortora, l'inventore dei format; dai "viaggiatori" del piccolo schermo al Mattatore; da Raimondo Vianello al mondo delle primedonne: ogni puntata - introdotta dalle parole di alcune delle più celebri annunciatrici della storia della Rai, in un ideale filo conduttore del tempo che passa – ospita anche gli interventi di alcuni "testimoni", come Pippo Baudo e Renzo Arbore (sempre presenti), e di altri protagonisti del piccolo schermo: registi, cantanti, attori, esperti di tv. Si comincia con lo spettacolo degli spettacoli: il Festival di Sanremo, il rito nazionalpopolare che - fin da quando regnavano la Regina Nilla Pizzi e il Reuccio Claudio Villa - coinvolge, volenti o nolenti, tutti gli italiani. A parlarne sono Iva Zanicchi, Vito Molinari (regista dei primi due Festival televisivi, 1955 e '56) Eddy Anselmi (autore di una storia del Festival) ed Ettore Geri (amico e ammiratore di Villa). Il secondo protagonista è Enzo Tortora, ricordato – tra gli altri - da Enza Sampò, Lino Patruno e Bruno Voglino: un uomo passato alla storia per il clamoroso errore giudiziario di cui fu vittima, ma prima e soprattutto un grandissimo presentatore e autore, che con la sua cultura e la sua ironia ha lasciato un segno indelebile in 30 anni di televisione italiana. Si passa poi alla tv dei "viaggiatori del piccolo schermo": Mario Soldati, Ugo Zatterin e Virgilio Sabel. Sono loro che la Rai mete in campo tra il 1957 e il '64 per percorrere in lungo e in largo la penisola, per documentare, con cineprese e microfoni, un Paese da poco uscito dalla dittatura e dalla guerra. Ne parlano Marco Bertozzi (storico del documentario italiano) Wolfango Soldati, Marco Zatterin e Antonia Berto Smith (figlia dello scrittore Giuseppe, amico e collaboratore di Sabel). In "Storie della Tv" – la cui regia è firmata da Matteo Berdini - anche altri due grandi nomi: Vittorio Gasmann, che nel 1959 con "Il mattatore" inventò la contaminazione dei generi e il programma "contenitore"; e Raimondo Vianello, la fantasia al potere, una delle colonne portanti del varietà italiano e del suo stile garbato. A ricordare il primo sono Paola Gassman, Giancarlo Scarchilli e Valeria Fabrizi, mentre il ricordo di Vianello è affidato a Vito Molinari, Carla Vistarini, Massimo Giuliani e Iva Zanicchi. Si chiude al femminile con le primedonne della Tv, da Delia Scala a Stefania Rotolo, raccontate da Bruno Voglino, Vito Molinari, Enza Sampò e Lidia Ravera. La prima diventa la rappresentante di una presenza femminile diversa dal canone classico della soubrette paillettes e lustrini, mentre la seconda – all'avvento del colore – si propone come una giovane donna libera e determinata, una ragazza degli anni Settanta.

  • Mer 25

    Storie della Tv — Storie della Tv

    Un viaggio tra volti leggendari e generi che raccontano il passato e il presente della tv e che mostrano come la televisione si sia intrecciata alla storia del Paese, prima come testimone dei grandi avvenimenti, poi come protagonista essa stessa dei cambiamenti sociali e culturali. Sono la tv italiana e la Rai in particolare le protagoniste della nuova serie "Storie della Tv" - sei puntate di Alessandro Chiappetta ed Enrico Salvatori scritte con Stefano Di Gioacchino e con la consulenza e la partecipazione di Aldo Grasso - in onda da martedì 25 febbraio alle 21.10 su Rai Storia. Da Sanremo a Enzo Tortora, l'inventore dei format; dai "viaggiatori" del piccolo schermo al Mattatore; da Raimondo Vianello al mondo delle primedonne: ogni puntata - introdotta dalle parole di alcune delle più celebri annunciatrici della storia della Rai, in un ideale filo conduttore del tempo che passa – ospita anche gli interventi di alcuni "testimoni", come Pippo Baudo e Renzo Arbore (sempre presenti), e di altri protagonisti del piccolo schermo: registi, cantanti, attori, esperti di tv. Si comincia con lo spettacolo degli spettacoli: il Festival di Sanremo, il rito nazionalpopolare che - fin da quando regnavano la Regina Nilla Pizzi e il Reuccio Claudio Villa - coinvolge, volenti o nolenti, tutti gli italiani. A parlarne sono Iva Zanicchi, Vito Molinari (regista dei primi due Festival televisivi, 1955 e '56) Eddy Anselmi (autore di una storia del Festival) ed Ettore Geri (amico e ammiratore di Villa). Il secondo protagonista è Enzo Tortora, ricordato – tra gli altri - da Enza Sampò, Lino Patruno e Bruno Voglino: un uomo passato alla storia per il clamoroso errore giudiziario di cui fu vittima, ma prima e soprattutto un grandissimo presentatore e autore, che con la sua cultura e la sua ironia ha lasciato un segno indelebile in 30 anni di televisione italiana. Si passa poi alla tv dei "viaggiatori del piccolo schermo": Mario Soldati, Ugo Zatterin e Virgilio Sabel. Sono loro che la Rai mete in campo tra il 1957 e il '64 per percorrere in lungo e in largo la penisola, per documentare, con cineprese e microfoni, un Paese da poco uscito dalla dittatura e dalla guerra. Ne parlano Marco Bertozzi (storico del documentario italiano) Wolfango Soldati, Marco Zatterin e Antonia Berto Smith (figlia dello scrittore Giuseppe, amico e collaboratore di Sabel). In "Storie della Tv" – la cui regia è firmata da Matteo Berdini - anche altri due grandi nomi: Vittorio Gasmann, che nel 1959 con "Il mattatore" inventò la contaminazione dei generi e il programma "contenitore"; e Raimondo Vianello, la fantasia al potere, una delle colonne portanti del varietà italiano e del suo stile garbato. A ricordare il primo sono Paola Gassman, Giancarlo Scarchilli e Valeria Fabrizi, mentre il ricordo di Vianello è affidato a Vito Molinari, Carla Vistarini, Massimo Giuliani e Iva Zanicchi. Si chiude al femminile con le primedonne della Tv, da Delia Scala a Stefania Rotolo, raccontate da Bruno Voglino, Vito Molinari, Enza Sampò e Lidia Ravera. La prima diventa la rappresentante di una presenza femminile diversa dal canone classico della soubrette paillettes e lustrini, mentre la seconda – all'avvento del colore – si propone come una giovane donna libera e determinata, una ragazza degli anni Settanta.