1941: Italia in guerra

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Fuoco nei Balcani

Domenica 14 Giugno RAI STORIA (54)

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Programmazione 1941: Italia in guerra: prossimi orari in TV

1941: Italia in guerra andrà in onda nei seguenti orari (potrebbero esserci spoiler):

  • Sab 13

    Fuoco nei Balcani — 1941: Italia in guerra

    Al centro del primo appuntamento, l'attacco alla Grecia: l'Italia la aggredisce dal territorio e si trova di fronte un esercito più motivato del previsto. Solo l'intervento della Germania di Hitler sblocca la situazione greca e balcanica e pone le basi per l'invasione della Grecia nella primavera del 1941. L'operazione tedesca prevede la discesa dalla Jugoslavia a seguito del bombardamento di Belgrado del 6 aprile. L'esercito italiano entra in Montenegro dalle basi albanesi e scende verso la Slovenia e la Dalmazia occupando così una parte consistente della penisola balcanica. Il 17 Aprile la Jugoslavia firma la resa e dieci giorni dopo le truppe tedesche issano la bandiera con la croce uncinata anche ai piedi del Partenone di Atene. Gli storici Umberto Gentiloni, Raoul Pupo e Marco Cuzzi ricostruiscono gli eventi drammatici del 1941tra Grecia e Balcani, mentre il Capitano di Fregata Marco Sciarretta racconta le operazioni della Marina Militare nel teatro del Mediterraneo, e Federica Onelli, dall'Archivio del Ministero degli Esteri, mostra alcuni documenti originali. Nicola Maranesi, infine, fa rivivere stralci di diari di militari coinvolti nelle vicende belliche.

  • Dom 14

    Africa: il crollo dell'impero — 1941: Italia in guerra

    Stagione 1 Episodio 2

    La fine dell'Impero. La fine della "guerra parallela". Il crollo del consenso del regime. La guerra che l'Italia combatte sui fronti dell'Africa nel 1941 è una lunga e drammatica sequenza di sconfitte e ritirate, sotto i colpi inferti da un nemico, l'esercito dell'Impero britannico, che si dimostra superiore per mezzi e tecniche di impiego militare: sui mari e sui cieli, via terra e sulle sterminate dune del deserto. Il dramma del Regio Esercito inizia tra il gennaio e il febbraio, sul fronte Settentrionale, quando l'avanzata dei britannici penetra per centinaia di chilometri in Libia e segna la perdita della Cirenaica, provocando lo sbando dei vertici militari e le dimissioni del generale Graziani. A ricostruire e spiegare la complessa trama di avvenimenti, grazie a testimonianze e documenti inediti, una straordinaria squadra di storici composta da Simona Behre, Mauro Canali, Umberto Gentiloni, Nicola Labanca; il Generale di Brigata Antonino Neosi Capo Ufficio Storico dell'Arma dei Carabineri, il Generale di Brigata Fulvio Poli, Capo Ufficio Generale Promozione Pubblicistica e Storia dello Stato Maggiore dell'Esercito; Federica Onelli, Archivista di Stato del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Infine, attraverso le pagine di diari inediti, Nicola Maranesi restituisce voce ai racconti dei soldati che hanno combattuto al fronte.

  • Dom 14

    Africa: il crollo dell'impero — 1941: Italia in guerra

    Stagione 1 Episodio 2

    La fine dell'Impero. La fine della "guerra parallela". Il crollo del consenso del regime. La guerra che l'Italia combatte sui fronti dell'Africa nel 1941 è una lunga e drammatica sequenza di sconfitte e ritirate, sotto i colpi inferti da un nemico, l'esercito dell'Impero britannico, che si dimostra superiore per mezzi e tecniche di impiego militare: sui mari e sui cieli, via terra e sulle sterminate dune del deserto. Il dramma del Regio Esercito inizia tra il gennaio e il febbraio, sul fronte Settentrionale, quando l'avanzata dei britannici penetra per centinaia di chilometri in Libia e segna la perdita della Cirenaica, provocando lo sbando dei vertici militari e le dimissioni del generale Graziani. A ricostruire e spiegare la complessa trama di avvenimenti, grazie a testimonianze e documenti inediti, una straordinaria squadra di storici composta da Simona Behre, Mauro Canali, Umberto Gentiloni, Nicola Labanca; il Generale di Brigata Antonino Neosi Capo Ufficio Storico dell'Arma dei Carabineri, il Generale di Brigata Fulvio Poli, Capo Ufficio Generale Promozione Pubblicistica e Storia dello Stato Maggiore dell'Esercito; Federica Onelli, Archivista di Stato del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Infine, attraverso le pagine di diari inediti, Nicola Maranesi restituisce voce ai racconti dei soldati che hanno combattuto al fronte.

  • Lun 15

    Il conflitto diventa mondiale — 1941: Italia in guerra

    22 giugno 1941: scatta l'Operazione Barbarossa, l'aggressione della Germania nazista all'Unione Sovietica. Sarà il fronte più esteso e sanguinoso di tutta la Seconda guerra mondiale. Mussolini chiede a Hitler di poter inviare un contingente italiano. È convinto che la Germania vincerà rapidamente la guerra ed è spinto da motivi di prestigio. Ma questa volta la decisione del duce è determinata anche da considerazioni di carattere ideologico: partecipare alla "crociata antibolscevica". Partito il 10 luglio, il Corpo di spedizione italiano in Russia (CSIR) viene schierato nell'Ucraina meridionale. A settembre, oltrepassato il fiume Dnepr, passa all'offensiva. Poi, in autunno, le truppe italiane avanzano nella zona industriale del bacino del fiume Donetsk e il 20 ottobre entrano a Stalino. Con l'arrivo dell'inverno, il CSIR si attesta su posizioni difensive. Il terribile freddo russo diventa il principale nemico e più di 3.000 soldati vengono colpiti da congelamento. Dall'altra parte dell'oceano, intanto, nel corso del 1941 le relazioni tra Stati Uniti e Giappone precipitano. Il 7 dicembre le forze aeronavali giapponesi attaccano a Pearl Harbor la flotta americana del Pacifico, provocando l'ingresso degli USA nella guerra. Il 1941 costituisce dunque un momento di svolta nella storia del conflitto, che da quel momento diventa veramente mondiale.

  • Lun 15

    Il conflitto diventa mondiale — 1941: Italia in guerra

    22 giugno 1941: scatta l'Operazione Barbarossa, l'aggressione della Germania nazista all'Unione Sovietica. Sarà il fronte più esteso e sanguinoso di tutta la Seconda guerra mondiale. Mussolini chiede a Hitler di poter inviare un contingente italiano. È convinto che la Germania vincerà rapidamente la guerra ed è spinto da motivi di prestigio. Ma questa volta la decisione del duce è determinata anche da considerazioni di carattere ideologico: partecipare alla "crociata antibolscevica". Partito il 10 luglio, il Corpo di spedizione italiano in Russia (CSIR) viene schierato nell'Ucraina meridionale. A settembre, oltrepassato il fiume Dnepr, passa all'offensiva. Poi, in autunno, le truppe italiane avanzano nella zona industriale del bacino del fiume Donetsk e il 20 ottobre entrano a Stalino. Con l'arrivo dell'inverno, il CSIR si attesta su posizioni difensive. Il terribile freddo russo diventa il principale nemico e più di 3.000 soldati vengono colpiti da congelamento. Dall'altra parte dell'oceano, intanto, nel corso del 1941 le relazioni tra Stati Uniti e Giappone precipitano. Il 7 dicembre le forze aeronavali giapponesi attaccano a Pearl Harbor la flotta americana del Pacifico, provocando l'ingresso degli USA nella guerra. Il 1941 costituisce dunque un momento di svolta nella storia del conflitto, che da quel momento diventa veramente mondiale.