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Wild Italy andrà in onda nei seguenti orari (potrebbero esserci spoiler):
Globalizzazione della biodiversità significa che nel breve volgere di alcuni decenni il Mondo sarà popolato dallo stesso manipolo di piante e animali ubiquitari e adattabili, gli stessi nelle Americhe e in Europa, in Africa e in Asia. Anche l'Italia, con la sua incredibile biodiversità originaria, si sta incamminando sulla strada della globalizzazione, con l'invasione di specie che cancellano le forme autoctone, creando comunque nuovi equilibri e nuovereti ecologiche alle quali, volenti o nolenti, dobbiamo comunque abituarci.
Globalizzazione della biodiversità significa che nel breve volgere di alcuni decenni il Mondo sarà popolato dallo stesso manipolo di piante e animali ubiquitari e adattabili, gli stessi nelle Americhe e in Europa, in Africa e in Asia. Anche l'Italia, con la sua incredibile biodiversità originaria, si sta incamminando sulla strada della globalizzazione, con l'invasione di specie che cancellano le forme autoctone, creando comunque nuovi equilibri e nuovereti ecologiche alle quali, volenti o nolenti, dobbiamo comunque abituarci.
Negli ultimi cinquanta anni la superficie forestale dell'Italia è aumentata di un buon dieci per cento, in pratica è come se una regione intera delle dimensioni della valle d'Aosta fatta di boschi di querce e di faggi, di pini e di lecci, si fosse aggiunta a quelle già esistenti. Una reazione selvosa pari, per dimensioni, a quella che accompagn nel Medioevo il crollo dell'Impero Romano e delle sue urbanizzazioni. Annidate nelle parti più inaccessibili del nostro territorio, alcune foreste relitte delle epoche glaciali, conservano il fascino dei boschi primigeni, con un corteggio di piante e di animali messi in pericolo dai cambiamenti climatici.
Negli ultimi cinquanta anni la superficie forestale dell'Italia è aumentata di un buon dieci per cento, in pratica è come se una regione intera delle dimensioni della valle d'Aosta fatta di boschi di querce e di faggi, di pini e di lecci, si fosse aggiunta a quelle già esistenti. Una reazione selvosa pari, per dimensioni, a quella che accompagn nel Medioevo il crollo dell'Impero Romano e delle sue urbanizzazioni. Annidate nelle parti più inaccessibili del nostro territorio, alcune foreste relitte delle epoche glaciali, conservano il fascino dei boschi primigeni, con un corteggio di piante e di animali messi in pericolo dai cambiamenti climatici.
Con una densità di popolazione umana fra le più basse in Europa, la Sardegna accoglie vasti territori caratterizzati da flora e faune incontaminate, le stesse che migliaia di anni fa incontrarono i primi abitanti dell'isola e poi i coloni fenici e romani. Ancora oggi ques'isola, cuore dell'Antica terra di Tirrenide oggi quasi completamente sommersa dal mare, stupisce per la ricchezza e la singolarità della sua biodiversità.
Con una densità di popolazione umana fra le più basse in Europa, la Sardegna accoglie vasti territori caratterizzati da flora e faune incontaminate, le stesse che migliaia di anni fa incontrarono i primi abitanti dell'isola e poi i coloni fenici e romani. Ancora oggi ques'isola, cuore dell'Antica terra di Tirrenide oggi quasi completamente sommersa dal mare, stupisce per la ricchezza e la singolarità della sua biodiversità.
Una serie di documentari, realizzati con le tecniche digitali più avanzate, in full HD da Francesco Petretti, l'impiego di riprese subacquee e soprattutto un grande investimento di tempo e di conoscenze biologiche sulla flora e sulla fauna, descrivono "il cuore selvaggio" dell'Italia, dal Nord alle isole del canale di Sicilia, rivelando fatti straordinari come la sopravvivenza di orsi e lupi a un'ora di auto dalle grandi città e la coabitazione di animali rari e minacciati con le attività umane tradizionali.
Negli ultimi cinquanta anni la superficie forestale dell'Italia è aumentata di un buon dieci per cento, in pratica è come se una regione intera delle dimensioni della valle d'Aosta fatta di boschi di querce e di faggi, di pini e di lecci, si fosse aggiunta a quelle già esistenti. Una reazione selvosa pari, per dimensioni, a quella che accompagnò nel Medioevo il crollo dell'Impero Romano e delle sue urbanizzazioni. Annidate nelle parti più inaccessibili del nostro territorio, alcune foreste relitte delle epoche glaciali, conservano il fascino dei boschi primigeni, con un corteggio di piante e di animali messi in pericolo dai cambiamenti climatici.
Una serie di documentari, realizzati con le tecniche digitali più avanzate, in full HD da Francesco Petretti, l'impiego di riprese subacquee e soprattutto un grande investimento di tempo e di conoscenze biologiche sulla flora e sulla fauna, descrivono "il cuore selvaggio" dell'Italia, dal Nord alle isole del canale di Sicilia, rivelando fatti straordinari come la sopravvivenza di orsi e lupi a un'ora di auto dalle grandi città e la coabitazione di animali rari e minacciati con le attività umane tradizionali.