Controlla quando va in onda il programma Fuori binario: orario di oggi, stasera e nei prossimi giorni nella guida programmi TV.
Fuori binario andrà in onda nei seguenti orari (potrebbero esserci spoiler):
Nella quarta puntata di "Fuori Binario" seguiamo la Ferrovia Umbra, con il suo percorso che taglia da nord a sud il cuore verde e medievale d¿Italia. Un territorio dove da secoli l'uomo e il paesaggio sono riusciti a vivere in una totale sintonia, in un equilibrio perfetto tra fede ed arte, bellezza e santità. Sulle orme di San Francesco e della scuola umbra, si incontrano restauratori e pastori, pescatori e artisti, contadini e frati.
La gente che vive alle pendici del Vesuvio ha una natura in perenne fermento. Per afferrarla, bisogna attraversare il loro territorio in Circumvesuviana, per sostare in quei paesi sospesi tra il vulcano e il mare. Osservando da vicino canottieri partiti da Castellammare e "arrivati" in Corea, a colpi di remo, lasciandosi incantare da demiurghi della cartapesta, seduttori in canottiera e allestitori di cerimonie hollywoodiane. Tutti abbarbicati al territorio come le irriducibili ginestre cantate da Leopardi nel suo soggiorno campano.
La gente che vive alle pendici del Vesuvio ha una natura in perenne fermento. Per afferrarla, bisogna attraversare il loro territorio in Circumvesuviana, per sostare in quei paesi sospesi tra il vulcano e il mare. Osservando da vicino canottieri partiti da Castellammare e "arrivati" in Corea, a colpi di remo, lasciandosi incantare da demiurghi della cartapesta, seduttori in canottiera e allestitori di cerimonie hollywoodiane. Tutti abbarbicati al territorio come le irriducibili ginestre cantate da Leopardi nel suo soggiorno campano.
Nella quarta puntata di "Fuori Binario" seguiamo la Ferrovia Umbra, con il suo percorso che taglia da nord a sud il cuore verde e medievale d¿Italia. Un territorio dove da secoli l'uomo e il paesaggio sono riusciti a vivere in una totale sintonia, in un equilibrio perfetto tra fede ed arte, bellezza e santità. Sulle orme di San Francesco e della scuola umbra, si incontrano restauratori e pastori, pescatori e artisti, contadini e frati.
Nella quarta puntata di "Fuori Binario" seguiamo la Ferrovia Umbra, con il suo percorso che taglia da nord a sud il cuore verde e medievale d¿Italia. Un territorio dove da secoli l'uomo e il paesaggio sono riusciti a vivere in una totale sintonia, in un equilibrio perfetto tra fede ed arte, bellezza e santità. Sulle orme di San Francesco e della scuola umbra, si incontrano restauratori e pastori, pescatori e artisti, contadini e frati.
Nella quarta puntata di "Fuori Binario" seguiamo la Ferrovia Umbra, con il suo percorso che taglia da nord a sud il cuore verde e medievale d¿Italia. Un territorio dove da secoli l'uomo e il paesaggio sono riusciti a vivere in una totale sintonia, in un equilibrio perfetto tra fede ed arte, bellezza e santità. Sulle orme di San Francesco e della scuola umbra, si incontrano restauratori e pastori, pescatori e artisti, contadini e frati.
Nella quarta puntata di "Fuori Binario" seguiamo la Ferrovia Umbra, con il suo percorso che taglia da nord a sud il cuore verde e medievale d¿Italia. Un territorio dove da secoli l'uomo e il paesaggio sono riusciti a vivere in una totale sintonia, in un equilibrio perfetto tra fede ed arte, bellezza e santità. Sulle orme di San Francesco e della scuola umbra, si incontrano restauratori e pastori, pescatori e artisti, contadini e frati.
La gente che vive alle pendici del Vesuvio ha una natura in perenne fermento. Per afferrarla, bisogna attraversare il loro territorio in Circumvesuviana, per sostare in quei paesi sospesi tra il vulcano e il mare. Osservando da vicino canottieri partiti da Castellammare e "arrivati" in Corea, a colpi di remo, lasciandosi incantare da demiurghi della cartapesta, seduttori in canottiera e allestitori di cerimonie hollywoodiane. Tutti abbarbicati al territorio come le irriducibili ginestre cantate da Leopardi nel suo soggiorno campano.
La gente che vive alle pendici del Vesuvio ha una natura in perenne fermento. Per afferrarla, bisogna attraversare il loro territorio in Circumvesuviana, per sostare in quei paesi sospesi tra il vulcano e il mare. Osservando da vicino canottieri partiti da Castellammare e "arrivati" in Corea, a colpi di remo, lasciandosi incantare da demiurghi della cartapesta, seduttori in canottiera e allestitori di cerimonie hollywoodiane. Tutti abbarbicati al territorio come le irriducibili ginestre cantate da Leopardi nel suo soggiorno campano.
La gente che vive alle pendici del Vesuvio ha una natura in perenne fermento. Per afferrarla, bisogna attraversare il loro territorio in Circumvesuviana, per sostare in quei paesi sospesi tra il vulcano e il mare. Osservando da vicino canottieri partiti da Castellammare e "arrivati" in Corea, a colpi di remo, lasciandosi incantare da demiurghi della cartapesta, seduttori in canottiera e allestitori di cerimonie hollywoodiane. Tutti abbarbicati al territorio come le irriducibili ginestre cantate da Leopardi nel suo soggiorno campano.
La gente che vive alle pendici del Vesuvio ha una natura in perenne fermento. Per afferrarla, bisogna attraversare il loro territorio in Circumvesuviana, per sostare in quei paesi sospesi tra il vulcano e il mare. Osservando da vicino canottieri partiti da Castellammare e "arrivati" in Corea, a colpi di remo, lasciandosi incantare da demiurghi della cartapesta, seduttori in canottiera e allestitori di cerimonie hollywoodiane. Tutti abbarbicati al territorio come le irriducibili ginestre cantate da Leopardi nel suo soggiorno campano.
Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno non è solo una felice intuizione letteraria del Manzoni, è anche la prima tappa di un viaggio in un'area d'Italia popolata di storie e leggende, di silenziosi specchi d'acqua e vette scolpite dal vento. Di incantati luoghi di preghiera e di avamposti della Grande Guerra, di misteriosi edifici diroccati e di lussureggianti ville lacustri. Un territorio che continua a stimolare la fantasia degli scrittori e ad alimentare il ricordo degli storici. E' la sponda lecchese del Lario, attraversata da un treno che arriva fino a Tirano, in Valtellina. Da qui un treno di frontiera, il Bernina, porta i suoi passeggeri fino a St Moritz, inerpicandosi lungo le montagne innevate dell'Engadina, costeggiando uno scenario naturale da sogno.
Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno non è solo una felice intuizione letteraria del Manzoni, è anche la prima tappa di un viaggio in un'area d'Italia popolata di storie e leggende, di silenziosi specchi d'acqua e vette scolpite dal vento. Di incantati luoghi di preghiera e di avamposti della Grande Guerra, di misteriosi edifici diroccati e di lussureggianti ville lacustri. Un territorio che continua a stimolare la fantasia degli scrittori e ad alimentare il ricordo degli storici. E' la sponda lecchese del Lario, attraversata da un treno che arriva fino a Tirano, in Valtellina. Da qui un treno di frontiera, il Bernina, porta i suoi passeggeri fino a St Moritz, inerpicandosi lungo le montagne innevate dell'Engadina, costeggiando uno scenario naturale da sogno.