Passato e presente

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La Napoli di Carlo di Borbone

Martedì 4 Agosto RAI 3 (3)

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Programmazione Passato e presente: prossimi orari in TV

Passato e presente andrà in onda nei seguenti orari (potrebbero esserci spoiler):

  • Mar 4

    La Napoli di Carlo di Borbone — Passato e presente

    1734: il Regno di Napoli torna indipendente dopo due secoli di viceré' spagnoli e austriaci. Accade sotto un re illuminato, che i sudditi chiamano "il buon re": Carlo di Borbone. Il sovrano ridisegna la città, promuove la costruzione di edifici sontuosi come il Teatro San Carlo, il Real Albergo dei Poveri, e la maestosa Reggia a Caserta ed è il mecenate degli scavi di Ercolano e Pompei. Un regnante che sa circondarsi di una classe dirigente colta e innovativa. Charlotte Marincola ci conduce sui luoghi del regno di Carlo di Borbone alla scoperta del segno profondo che ha lasciato nella città di Napoli e nella memoria dei suoi abitanti. In studio, con Paolo Mieli la professoressa Vittoria Fiorelli.

  • Mar 4

    John Lennon il mito oltre la musica — Passato e presente

    John Lennon rappresenta una delle più potenti icone mai prodotte dalla cultura popolare, e non solo perché è stato fondatore e leader (con Paul McCartney) della più nota band della storia, i Beatles. La fama di Lennon travalica i confini della musica fino al sociale e al politico, grazie alle sue idee sulla pace universale propagandate attraverso le canzoni e un impegno pubblico - condiviso per lunghi tratti con la seconda moglie Yoko Ono.

  • Mar 4

    La Napoli di Carlo di Borbone — Passato e presente

    1734: il Regno di Napoli torna indipendente dopo due secoli di viceré' spagnoli e austriaci. Accade sotto un re illuminato, che i sudditi chiamano "il buon re": Carlo di Borbone. Il sovrano ridisegna la città, promuove la costruzione di edifici sontuosi come il Teatro San Carlo, il Real Albergo dei Poveri, e la maestosa Reggia a Caserta ed è il mecenate degli scavi di Ercolano e Pompei. Un regnante che sa circondarsi di una classe dirigente colta e innovativa. Charlotte Marincola ci conduce sui luoghi del regno di Carlo di Borbone alla scoperta del segno profondo che ha lasciato nella città di Napoli e nella memoria dei suoi abitanti. In studio, con Paolo Mieli la professoressa Vittoria Fiorelli.

  • Mar 4

    La Napoli di Carlo di Borbone — Passato e presente

    1734: il Regno di Napoli torna indipendente dopo due secoli di viceré' spagnoli e austriaci. Accade sotto un re illuminato, che i sudditi chiamano "il buon re": Carlo di Borbone. Il sovrano ridisegna la città, promuove la costruzione di edifici sontuosi come il Teatro San Carlo, il Real Albergo dei Poveri, e la maestosa Reggia a Caserta ed è il mecenate degli scavi di Ercolano e Pompei. Un regnante che sa circondarsi di una classe dirigente colta e innovativa. Charlotte Marincola ci conduce sui luoghi del regno di Carlo di Borbone alla scoperta del segno profondo che ha lasciato nella città di Napoli e nella memoria dei suoi abitanti. In studio, con Paolo Mieli la professoressa Vittoria Fiorelli.

  • Mer 5

    La Napoli di Carlo di Borbone — Passato e presente

    1734: il Regno di Napoli torna indipendente dopo due secoli di viceré' spagnoli e austriaci. Accade sotto un re illuminato, che i sudditi chiamano "il buon re": Carlo di Borbone. Il sovrano ridisegna la città, promuove la costruzione di edifici sontuosi come il Teatro San Carlo, il Real Albergo dei Poveri, e la maestosa Reggia a Caserta ed è il mecenate degli scavi di Ercolano e Pompei. Un regnante che sa circondarsi di una classe dirigente colta e innovativa. Charlotte Marincola ci conduce sui luoghi del regno di Carlo di Borbone alla scoperta del segno profondo che ha lasciato nella città di Napoli e nella memoria dei suoi abitanti. In studio, con Paolo Mieli la professoressa Vittoria Fiorelli.

  • Mer 5

    La Napoli di Carlo di Borbone — Passato e presente

    1734: il Regno di Napoli torna indipendente dopo due secoli di viceré' spagnoli e austriaci. Accade sotto un re illuminato, che i sudditi chiamano "il buon re": Carlo di Borbone. Il sovrano ridisegna la città, promuove la costruzione di edifici sontuosi come il Teatro San Carlo, il Real Albergo dei Poveri, e la maestosa Reggia a Caserta ed è il mecenate degli scavi di Ercolano e Pompei. Un regnante che sa circondarsi di una classe dirigente colta e innovativa. Charlotte Marincola ci conduce sui luoghi del regno di Carlo di Borbone alla scoperta del segno profondo che ha lasciato nella città di Napoli e nella memoria dei suoi abitanti. In studio, con Paolo Mieli la professoressa Vittoria Fiorelli.

  • Mer 5

    Leonardo Sciascia morte dell'Inquisitore — Passato e presente

    Ha raccontato l'Italia guardandola dalla sua sicilia. Mafia, potere, giustizia. Quando agli inizi del '900, a Palermo, nel Palazzo Chiaramonte-Steri, vengono alla luce, sotto lo strato di intonaco, numerosi disegni e graffiti risalenti ai tempi dell'inquisizione spagnola, per Leonardo Sciascia salvaguardare quei luoghi, custodi di una lunga e oscura pagina di storia, è un dovere morale. Nel 1964 pubblica "Morte dell'inquisitore", un'opera che ruota attorno alle vicende dell'eretico Diego La Matina che, da vittima dell'inquisizione, si trasforma in carnefice uccidendo il suo torturatore Juan lopez de Cisneros. Una riflessione sulla libertà della coscienza contro ogni forma di potere autoritario. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Luciano Curreri.

  • Mer 5

    La Napoli di Carlo di Borbone — Passato e presente

    1734: il Regno di Napoli torna indipendente dopo due secoli di viceré' spagnoli e austriaci. Accade sotto un re illuminato, che i sudditi chiamano "il buon re": Carlo di Borbone. Il sovrano ridisegna la città, promuove la costruzione di edifici sontuosi come il Teatro San Carlo, il Real Albergo dei Poveri, e la maestosa Reggia a Caserta ed è il mecenate degli scavi di Ercolano e Pompei. Un regnante che sa circondarsi di una classe dirigente colta e innovativa. Charlotte Marincola ci conduce sui luoghi del regno di Carlo di Borbone alla scoperta del segno profondo che ha lasciato nella città di Napoli e nella memoria dei suoi abitanti. In studio, con Paolo Mieli la professoressa Vittoria Fiorelli.

  • Mer 5

    Leonardo Sciascia morte dell'Inquisitore — Passato e presente

    Ha raccontato l'Italia guardandola dalla sua sicilia. Mafia, potere, giustizia. Quando agli inizi del '900, a Palermo, nel Palazzo Chiaramonte-Steri, vengono alla luce, sotto lo strato di intonaco, numerosi disegni e graffiti risalenti ai tempi dell'inquisizione spagnola, per Leonardo Sciascia salvaguardare quei luoghi, custodi di una lunga e oscura pagina di storia, è un dovere morale. Nel 1964 pubblica "Morte dell'inquisitore", un'opera che ruota attorno alle vicende dell'eretico Diego La Matina che, da vittima dell'inquisizione, si trasforma in carnefice uccidendo il suo torturatore Juan lopez de Cisneros. Una riflessione sulla libertà della coscienza contro ogni forma di potere autoritario. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Luciano Curreri.

  • Mer 5

    Leonardo Sciascia morte dell'Inquisitore — Passato e presente

    Ha raccontato l'Italia guardandola dalla sua sicilia. Mafia, potere, giustizia. Quando agli inizi del '900, a Palermo, nel Palazzo Chiaramonte-Steri, vengono alla luce, sotto lo strato di intonaco, numerosi disegni e graffiti risalenti ai tempi dell'inquisizione spagnola, per Leonardo Sciascia salvaguardare quei luoghi, custodi di una lunga e oscura pagina di storia, è un dovere morale. Nel 1964 pubblica "Morte dell'inquisitore", un'opera che ruota attorno alle vicende dell'eretico Diego La Matina che, da vittima dell'inquisizione, si trasforma in carnefice uccidendo il suo torturatore Juan lopez de Cisneros. Una riflessione sulla libertà della coscienza contro ogni forma di potere autoritario. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Luciano Curreri.

  • Gio 6

    Leonardo Sciascia morte dell'Inquisitore — Passato e presente

    Ha raccontato l'Italia guardandola dalla sua sicilia. Mafia, potere, giustizia. Quando agli inizi del '900, a Palermo, nel Palazzo Chiaramonte-Steri, vengono alla luce, sotto lo strato di intonaco, numerosi disegni e graffiti risalenti ai tempi dell'inquisizione spagnola, per Leonardo Sciascia salvaguardare quei luoghi, custodi di una lunga e oscura pagina di storia, è un dovere morale. Nel 1964 pubblica "Morte dell'inquisitore", un'opera che ruota attorno alle vicende dell'eretico Diego La Matina che, da vittima dell'inquisizione, si trasforma in carnefice uccidendo il suo torturatore Juan lopez de Cisneros. Una riflessione sulla libertà della coscienza contro ogni forma di potere autoritario. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Luciano Curreri.

  • Gio 6

    Hiroshima e Nagasaki, l'apocalisse atomica — Passato e presente

    Passato e Presente Hiroshima e Nagasaki l'apocalisse atomica - Il 6 agosto 1945 un aereo americano sgancia la prima bomba atomica della storia sulla città giapponese di Hiroshima, provocando la distruzione - totale della città e la morte immediata di 80.000 persone. Tre giorni dopo tocca a Nagasaki, con gli stessi esiti devastanti e 40.000 morti. Il 15 agosto il Giappone si arrende e finisce la Seconda guerra mondiale. Ma le radiazioni prodotte dalle bombe, sottovalutate dagli scienziati che le avevano costruite, continuano a uccidere gli abitanti delle due città negli anni e nei decenni successivi. Nel dibattito che segue molti si pongono il dubbio sull'opportunità di usarla con un Giappone già sull'orlo del collasso; altri sottolineano come, insieme al Giappone, l'obiettivo sia stato anche quello di intimidire l'Unione sovietica, alleata in guerra ma già nemica nella nascente Guerra fredda. In studio, con Paolo Mieli, lo storico Leopoldo Nuti.

  • Gio 6

    Carlo Collodi, il padre di Pinocchio — Passato e presente

    Si forma nell'Italia risorgimentale. Traduce in italiano le favole di Perrault. Poi prende lo pseudonimo di Collodi, il paese di sua mamma e scrive il libro più venduto al mondo, dopo la bibbia e il corano. Quando nel 1881, Carlo Lorenzini che ora è Carlo Collodi, presenta Le avventure di Pinocchio al suo editore la definisce: una bambinata dicendo che il committente poteva farne quel che voleva. L'autore, con un passato di brillantissimo giornalista e critico musicale, era alle sue prime esperienze di novellista per bambini e non poteva immaginare che Pinocchio sarebbe diventato il libro più tradotto al mondo, solo dopo la Bibbia e il Corano. Nel '900 infatti, ad iniziare da Benedetto Croce e Alberto Asor Rosa, non c'è stato un solo gigante della letteratura che non abbia interpretato la storia del burattino, scavando nei significati pedagogici di quella strana creatura intarsiata nel comune legno da camino, che diventa umana dopo un continuo saliscendi tra abiezione e redenzione. In studio con paolo mieli il professor Gilles Pécout.

  • Gio 6

    Hiroshima e Nagasaki, l'apocalisse atomica — Passato e presente

    Passato e Presente Hiroshima e Nagasaki l'apocalisse atomica - Il 6 agosto 1945 un aereo americano sgancia la prima bomba atomica della storia sulla città giapponese di Hiroshima, provocando la distruzione - totale della città e la morte immediata di 80.000 persone. Tre giorni dopo tocca a Nagasaki, con gli stessi esiti devastanti e 40.000 morti. Il 15 agosto il Giappone si arrende e finisce la Seconda guerra mondiale. Ma le radiazioni prodotte dalle bombe, sottovalutate dagli scienziati che le avevano costruite, continuano a uccidere gli abitanti delle due città negli anni e nei decenni successivi. Nel dibattito che segue molti si pongono il dubbio sull'opportunità di usarla con un Giappone già sull'orlo del collasso; altri sottolineano come, insieme al Giappone, l'obiettivo sia stato anche quello di intimidire l'Unione sovietica, alleata in guerra ma già nemica nella nascente Guerra fredda. In studio, con Paolo Mieli, lo storico Leopoldo Nuti.

  • Gio 6

    Carlo Collodi, il padre di Pinocchio — Passato e presente

    Si forma nell'Italia risorgimentale. Traduce in italiano le favole di Perrault. Poi prende lo pseudonimo di Collodi, il paese di sua mamma e scrive il libro più venduto al mondo, dopo la bibbia e il corano. Quando nel 1881, Carlo Lorenzini che ora è Carlo Collodi, presenta Le avventure di Pinocchio al suo editore la definisce: una bambinata dicendo che il committente poteva farne quel che voleva. L'autore, con un passato di brillantissimo giornalista e critico musicale, era alle sue prime esperienze di novellista per bambini e non poteva immaginare che Pinocchio sarebbe diventato il libro più tradotto al mondo, solo dopo la Bibbia e il Corano. Nel '900 infatti, ad iniziare da Benedetto Croce e Alberto Asor Rosa, non c'è stato un solo gigante della letteratura che non abbia interpretato la storia del burattino, scavando nei significati pedagogici di quella strana creatura intarsiata nel comune legno da camino, che diventa umana dopo un continuo saliscendi tra abiezione e redenzione. In studio con paolo mieli il professor Gilles Pécout.

  • Gio 6

    Passato e presente — Passato e presente

    Inizio anni '50: lo scontro ideologico tra Stati Uniti e Unione sovietica si fa sempre più aspro. Le due superpotenze mettono in atto un confronto politico, ideologico e strategico per l'egemonia globale. Non potendo scontrarsi direttamente, ingaggiano una guerra sul terreno delle idee e dell'attrattiva culturale, allo scopo di conquistare, con i propri valori e stili di vita, i cuori e le menti di altri popoli e nazioni. È in questo "scontro" che l'America arriva ad usare la musica come arma, in particolare quella nata proprio lì in America: il Jazz. Nel 1956, il Dipartimento di Sato americano invia in missione culturale il trombettista Dizzy Gillespie. È il primo tour di una lunga serie di concerti in Asia, in Medio Oriente e Africa, che vedrà come protagonisti jazzisti del calibro di Dave Brubeck, Louis Armstrong, Benny Goodman e Duke Ellington. In studio, con Paolo Mieli, la prof.ssa Raffaella Baritono.

  • Ven 7

    Passato e presente — Passato e presente

    Inizio anni '50: lo scontro ideologico tra Stati Uniti e Unione sovietica si fa sempre più aspro. Le due superpotenze mettono in atto un confronto politico, ideologico e strategico per l'egemonia globale. Non potendo scontrarsi direttamente, ingaggiano una guerra sul terreno delle idee e dell'attrattiva culturale, allo scopo di conquistare, con i propri valori e stili di vita, i cuori e le menti di altri popoli e nazioni. È in questo "scontro" che l'America arriva ad usare la musica come arma, in particolare quella nata proprio lì in America: il Jazz. Nel 1956, il Dipartimento di Sato americano invia in missione culturale il trombettista Dizzy Gillespie. È il primo tour di una lunga serie di concerti in Asia, in Medio Oriente e Africa, che vedrà come protagonisti jazzisti del calibro di Dave Brubeck, Louis Armstrong, Benny Goodman e Duke Ellington. In studio, con Paolo Mieli, la prof.ssa Raffaella Baritono.

  • Ven 7

    Passato e presente — Passato e presente

    Inizio anni '50: lo scontro ideologico tra Stati Uniti e Unione sovietica si fa sempre più aspro. Le due superpotenze mettono in atto un confronto politico, ideologico e strategico per l'egemonia globale. Non potendo scontrarsi direttamente, ingaggiano una guerra sul terreno delle idee e dell'attrattiva culturale, allo scopo di conquistare, con i propri valori e stili di vita, i cuori e le menti di altri popoli e nazioni. È in questo "scontro" che l'America arriva ad usare la musica come arma, in particolare quella nata proprio lì in America: il Jazz. Nel 1956, il Dipartimento di Sato americano invia in missione culturale il trombettista Dizzy Gillespie. È il primo tour di una lunga serie di concerti in Asia, in Medio Oriente e Africa, che vedrà come protagonisti jazzisti del calibro di Dave Brubeck, Louis Armstrong, Benny Goodman e Duke Ellington. In studio, con Paolo Mieli, la prof.ssa Raffaella Baritono.

  • Ven 7

    Artemisia Gentileschi la libertà attraverso l'arte — Passato e presente

    Nel Seicento, una donna osa sfidare le convenzioni del suo tempo con la forza della sua arte. Artemisia Gentileschi, cresciuta nella Roma di Caravaggio, non è soltanto una delle rarissime pittrici della sua epoca, ma un'artista capace di trasformare il trauma della violenza subita in capolavori di intensa potenza. Vittima di uno stupro, costretta a subire un processo e la tortura, Artemisia trova nell'arte la sua rivincita. Nel 1612 lascia Roma e si trasferisce a Firenze, dove ribalta il ruolo tradizionale di moglie affermandosi come pittrice di grande talento. Conquista l'attenzione di illustri committenti, come i Medici, e frequenta l'élite culturale della città ed entra in contatto con figure come Galileo Galilei. Nel 1616 diventa la prima donna ammessa all'Accademia del Disegno: un riconoscimento ufficiale del suo genio ma anche una conquista rivoluzionaria. L'ammissione le garantisce infatti autonomia legale e finanziaria, un privilegio impensabile per una donna del tempo. Ora che può finalmente firmare contratti a proprio nome e gestire liberamente le proprie risorse, senza la tutela di un padre o di un marito, Artemisia Gentileschi diventa imprenditrice di sé stessa. In studio, con Paolo Mieli, la prof.ssa Maria Giuseppina Muzzarelli.

  • Ven 7

    Passato e presente — Passato e presente

    Inizio anni '50: lo scontro ideologico tra Stati Uniti e Unione sovietica si fa sempre più aspro. Le due superpotenze mettono in atto un confronto politico, ideologico e strategico per l'egemonia globale. Non potendo scontrarsi direttamente, ingaggiano una guerra sul terreno delle idee e dell'attrattiva culturale, allo scopo di conquistare, con i propri valori e stili di vita, i cuori e le menti di altri popoli e nazioni. È in questo "scontro" che l'America arriva ad usare la musica come arma, in particolare quella nata proprio lì in America: il Jazz. Nel 1956, il Dipartimento di Sato americano invia in missione culturale il trombettista Dizzy Gillespie. È il primo tour di una lunga serie di concerti in Asia, in Medio Oriente e Africa, che vedrà come protagonisti jazzisti del calibro di Dave Brubeck, Louis Armstrong, Benny Goodman e Duke Ellington. In studio, con Paolo Mieli, la prof.ssa Raffaella Baritono.

  • Ven 7

    Passato e presente — Passato e presente

    Un transatlantico elegante e moderno, nato dalle macerie del conflitto per raccontare al mondo il miracolo economico e il ritorno di un Paese protagonista sui mari: è l'Andrea Doria, simbolo dell'Italia del dopoguerra. Varata nel 1951, diventa subito una vetrina dell'eccellenza italiana, tra innovazione tecnica, design e prestigio internazionale. Ma nella notte tra il 25 e il 26 luglio 1956, durante una traversata verso New York, la collisione con la nave svedese Stockholm trasforma quel sogno in tragedia. In undici minuti il mito viene ferito a morte. La puntata ripercorre l'ascesa e il naufragio dell'Andrea Doria, il drammatico salvataggio dei passeggeri, le polemiche sulle responsabilità e il destino del relitto. In studio con Paolo Mieli, il prof. Ernesto Galli della Loggia.

  • Ven 7

    Passato e presente — Passato e presente

    Un transatlantico elegante e moderno, nato dalle macerie del conflitto per raccontare al mondo il miracolo economico e il ritorno di un Paese protagonista sui mari: è l'Andrea Doria, simbolo dell'Italia del dopoguerra. Varata nel 1951, diventa subito una vetrina dell'eccellenza italiana, tra innovazione tecnica, design e prestigio internazionale. Ma nella notte tra il 25 e il 26 luglio 1956, durante una traversata verso New York, la collisione con la nave svedese Stockholm trasforma quel sogno in tragedia. In undici minuti il mito viene ferito a morte. La puntata ripercorre l'ascesa e il naufragio dell'Andrea Doria, il drammatico salvataggio dei passeggeri, le polemiche sulle responsabilità e il destino del relitto. In studio con Paolo Mieli, il prof. Ernesto Galli della Loggia.

  • Sab 8

    Passato e presente — Passato e presente

    È alto oltre due metri e pesa 120 chili, le mani sono quelle di un ciclope: si chiama Primo Carnera, soprannominato "La montagna che cammina". Nel 1933, al Madison Square Garden di New York, si aggiudica il titolo mondiale dei pesi massimi. Da quel momento diventa un'icona sportiva, un eroe nazionale e un'astuta operazione di propaganda per il regime fascista. È l'immagine dell'italiano vincente, forte e vigoroso, l'eccellenza di una \"razza\" che si prepara alla guerra. Nel 1935, alla vigilia della guerra d'Etiopia, dopo la sconfitta con il pugile nero Joe Louis, il flirt con il regime si interrompe e scatta la censura. Alla fine della Seconda guerra mondiale, chiusa la carriera pugilistica, Carnera entra nel mondo della lotta e diventa in poco tempo una stella di prima grandezza nel mondo del wrestling. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Nicola Sbetti.

  • Sab 8

    Passato e presente — Passato e presente

    È alto oltre due metri e pesa 120 chili, le mani sono quelle di un ciclope: si chiama Primo Carnera, soprannominato "La montagna che cammina". Nel 1933, al Madison Square Garden di New York, si aggiudica il titolo mondiale dei pesi massimi. Da quel momento diventa un'icona sportiva, un eroe nazionale e un'astuta operazione di propaganda per il regime fascista. È l'immagine dell'italiano vincente, forte e vigoroso, l'eccellenza di una \"razza\" che si prepara alla guerra. Nel 1935, alla vigilia della guerra d'Etiopia, dopo la sconfitta con il pugile nero Joe Louis, il flirt con il regime si interrompe e scatta la censura. Alla fine della Seconda guerra mondiale, chiusa la carriera pugilistica, Carnera entra nel mondo della lotta e diventa in poco tempo una stella di prima grandezza nel mondo del wrestling. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Nicola Sbetti.

  • Sab 8

    Passato e presente — Passato e presente

    È alto oltre due metri e pesa 120 chili, le mani sono quelle di un ciclope: si chiama Primo Carnera, soprannominato "La montagna che cammina". Nel 1933, al Madison Square Garden di New York, si aggiudica il titolo mondiale dei pesi massimi. Da quel momento diventa un'icona sportiva, un eroe nazionale e un'astuta operazione di propaganda per il regime fascista. È l'immagine dell'italiano vincente, forte e vigoroso, l'eccellenza di una \"razza\" che si prepara alla guerra. Nel 1935, alla vigilia della guerra d'Etiopia, dopo la sconfitta con il pugile nero Joe Louis, il flirt con il regime si interrompe e scatta la censura. Alla fine della Seconda guerra mondiale, chiusa la carriera pugilistica, Carnera entra nel mondo della lotta e diventa in poco tempo una stella di prima grandezza nel mondo del wrestling. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Nicola Sbetti.

  • Sab 8

    Passato e presente — Passato e presente

    Tra le notti più cupe e sanguinose del nazismo ce n'è una che segna l'affermazione definitiva del Terzo Reich. Una notte in cui si regolano i conti. È Hitler stesso, pistola in pugno, a guidare un'operazione spietata contro i suoi oppositori, tra i quali vecchi amici come Ernst Röhm, capo delle S.A, la milizia armata del partito nazionalsocialista. Nella notte tra il 29 e il 30 giugno del 1934 le SS di Heinrich Himmler fanno irruzione in un albergo di Bad Wiessee, in Baviera, dove è in corso un raduno delle SA. È la "notte dei lunghi coltelli". Un bagno di sangue di tre giorni che dalla Baviera giunge fino a Berlino e in altre città della Germania. Alla fine si conteranno circa 200 persone uccise e oltre 1000 arrestate. Tra le vittime di quella strage, oltre ai vertici delle S.A. ci sono anche importanti esponenti della destra conservatrice, che nulla hanno a che fare con Ernst Röhm e le sue squadre d'assalto. Nelle liste di proscrizione compilate da Goering e Himmler, ci sono altri personaggi scomodi che vanno eliminati. Gregor Strasser, leader della sinistra nazista. Il generale Kurt Von Schleicher, ex cancelliere del Reich, assassinato insieme alla moglie. Il leader dell'azione cattolica Erich Klausener. Edgar Jung e Herbert von Bose, due esponenti del fronte conservatore. Il ministro bavarese Gustav von Kahr, che dieci anni prima aveva fatto fallire il putsch nella birreria. Vengono tutti uccisi a sangue freddo. La stessa sorte toccherà a Röhm, il suo vecchio compagno di lotte politiche. Condotto in carcere, viene giustiziato il 1° luglio del 1934, chiudendo così "La notte dei lunghi coltelli è finita". In studio con Paolo Mieli, il professor Giovanni Sabbatucci.

  • Sab 8

    Passato e presente — Passato e presente

    Tra le notti più cupe e sanguinose del nazismo ce n'è una che segna l'affermazione definitiva del Terzo Reich. Una notte in cui si regolano i conti. È Hitler stesso, pistola in pugno, a guidare un'operazione spietata contro i suoi oppositori, tra i quali vecchi amici come Ernst Röhm, capo delle S.A, la milizia armata del partito nazionalsocialista. Nella notte tra il 29 e il 30 giugno del 1934 le SS di Heinrich Himmler fanno irruzione in un albergo di Bad Wiessee, in Baviera, dove è in corso un raduno delle SA. È la "notte dei lunghi coltelli". Un bagno di sangue di tre giorni che dalla Baviera giunge fino a Berlino e in altre città della Germania. Alla fine si conteranno circa 200 persone uccise e oltre 1000 arrestate. Tra le vittime di quella strage, oltre ai vertici delle S.A. ci sono anche importanti esponenti della destra conservatrice, che nulla hanno a che fare con Ernst Röhm e le sue squadre d'assalto. Nelle liste di proscrizione compilate da Goering e Himmler, ci sono altri personaggi scomodi che vanno eliminati. Gregor Strasser, leader della sinistra nazista. Il generale Kurt Von Schleicher, ex cancelliere del Reich, assassinato insieme alla moglie. Il leader dell'azione cattolica Erich Klausener. Edgar Jung e Herbert von Bose, due esponenti del fronte conservatore. Il ministro bavarese Gustav von Kahr, che dieci anni prima aveva fatto fallire il putsch nella birreria. Vengono tutti uccisi a sangue freddo. La stessa sorte toccherà a Röhm, il suo vecchio compagno di lotte politiche. Condotto in carcere, viene giustiziato il 1° luglio del 1934, chiudendo così "La notte dei lunghi coltelli è finita". In studio con Paolo Mieli, il professor Giovanni Sabbatucci.

  • Dom 9

    Passato e presente — Passato e presente

    Tra le notti più cupe e sanguinose del nazismo ce n'è una che segna l'affermazione definitiva del Terzo Reich. Una notte in cui si regolano i conti. È Hitler stesso, pistola in pugno, a guidare un'operazione spietata contro i suoi oppositori, tra i quali vecchi amici come Ernst Röhm, capo delle S.A, la milizia armata del partito nazionalsocialista. Nella notte tra il 29 e il 30 giugno del 1934 le SS di Heinrich Himmler fanno irruzione in un albergo di Bad Wiessee, in Baviera, dove è in corso un raduno delle SA. È la "notte dei lunghi coltelli". Un bagno di sangue di tre giorni che dalla Baviera giunge fino a Berlino e in altre città della Germania. Alla fine si conteranno circa 200 persone uccise e oltre 1000 arrestate. Tra le vittime di quella strage, oltre ai vertici delle S.A. ci sono anche importanti esponenti della destra conservatrice, che nulla hanno a che fare con Ernst Röhm e le sue squadre d'assalto. Nelle liste di proscrizione compilate da Goering e Himmler, ci sono altri personaggi scomodi che vanno eliminati. Gregor Strasser, leader della sinistra nazista. Il generale Kurt Von Schleicher, ex cancelliere del Reich, assassinato insieme alla moglie. Il leader dell'azione cattolica Erich Klausener. Edgar Jung e Herbert von Bose, due esponenti del fronte conservatore. Il ministro bavarese Gustav von Kahr, che dieci anni prima aveva fatto fallire il putsch nella birreria. Vengono tutti uccisi a sangue freddo. La stessa sorte toccherà a Röhm, il suo vecchio compagno di lotte politiche. Condotto in carcere, viene giustiziato il 1° luglio del 1934, chiudendo così "La notte dei lunghi coltelli è finita". In studio con Paolo Mieli, il professor Giovanni Sabbatucci.

  • Dom 9

    Passato e presente — Passato e presente

    Tra le notti più cupe e sanguinose del nazismo ce n'è una che segna l'affermazione definitiva del Terzo Reich. Una notte in cui si regolano i conti. È Hitler stesso, pistola in pugno, a guidare un'operazione spietata contro i suoi oppositori, tra i quali vecchi amici come Ernst Röhm, capo delle S.A, la milizia armata del partito nazionalsocialista. Nella notte tra il 29 e il 30 giugno del 1934 le SS di Heinrich Himmler fanno irruzione in un albergo di Bad Wiessee, in Baviera, dove è in corso un raduno delle SA. È la "notte dei lunghi coltelli". Un bagno di sangue di tre giorni che dalla Baviera giunge fino a Berlino e in altre città della Germania. Alla fine si conteranno circa 200 persone uccise e oltre 1000 arrestate. Tra le vittime di quella strage, oltre ai vertici delle S.A. ci sono anche importanti esponenti della destra conservatrice, che nulla hanno a che fare con Ernst Röhm e le sue squadre d'assalto. Nelle liste di proscrizione compilate da Goering e Himmler, ci sono altri personaggi scomodi che vanno eliminati. Gregor Strasser, leader della sinistra nazista. Il generale Kurt Von Schleicher, ex cancelliere del Reich, assassinato insieme alla moglie. Il leader dell'azione cattolica Erich Klausener. Edgar Jung e Herbert von Bose, due esponenti del fronte conservatore. Il ministro bavarese Gustav von Kahr, che dieci anni prima aveva fatto fallire il putsch nella birreria. Vengono tutti uccisi a sangue freddo. La stessa sorte toccherà a Röhm, il suo vecchio compagno di lotte politiche. Condotto in carcere, viene giustiziato il 1° luglio del 1934, chiudendo così "La notte dei lunghi coltelli è finita". In studio con Paolo Mieli, il professor Giovanni Sabbatucci.

  • Dom 9

    Passato e presente — Passato e presente

    Tra le notti più cupe e sanguinose del nazismo ce n'è una che segna l'affermazione definitiva del Terzo Reich. Una notte in cui si regolano i conti. È Hitler stesso, pistola in pugno, a guidare un'operazione spietata contro i suoi oppositori, tra i quali vecchi amici come Ernst Röhm, capo delle S.A, la milizia armata del partito nazionalsocialista. Nella notte tra il 29 e il 30 giugno del 1934 le SS di Heinrich Himmler fanno irruzione in un albergo di Bad Wiessee, in Baviera, dove è in corso un raduno delle SA. È la "notte dei lunghi coltelli". Un bagno di sangue di tre giorni che dalla Baviera giunge fino a Berlino e in altre città della Germania. Alla fine si conteranno circa 200 persone uccise e oltre 1000 arrestate. Tra le vittime di quella strage, oltre ai vertici delle S.A. ci sono anche importanti esponenti della destra conservatrice, che nulla hanno a che fare con Ernst Röhm e le sue squadre d'assalto. Nelle liste di proscrizione compilate da Goering e Himmler, ci sono altri personaggi scomodi che vanno eliminati. Gregor Strasser, leader della sinistra nazista. Il generale Kurt Von Schleicher, ex cancelliere del Reich, assassinato insieme alla moglie. Il leader dell'azione cattolica Erich Klausener. Edgar Jung e Herbert von Bose, due esponenti del fronte conservatore. Il ministro bavarese Gustav von Kahr, che dieci anni prima aveva fatto fallire il putsch nella birreria. Vengono tutti uccisi a sangue freddo. La stessa sorte toccherà a Röhm, il suo vecchio compagno di lotte politiche. Condotto in carcere, viene giustiziato il 1° luglio del 1934, chiudendo così "La notte dei lunghi coltelli è finita". In studio con Paolo Mieli, il professor Giovanni Sabbatucci.

  • Dom 9

    Passato e presente — Passato e presente

    Agosto 1591: dopo oltre quindici anni vissuti da esule, Giordano Bruno rientra in Italia su invito di un nobile veneziano, Giovanni Mocenigo, entusiasta delle sue dottrine. Mocenigo diventa allievo del filosofo di Nola, ma presto tra i due cominciano gli attriti. Mocenigo è convinto che Bruno non voglia condividere con lui le sue conoscenze e che nasconda segreti. Il filosofo è infastidito, tenta di liberarsi da una situazione ormai sgradevole, ma suscita il risentimento del suo ospite, che si vendica denunciandolo all'Inquisizione. Ha inizio il lungo processo che porterà, otto anni più tardi, Giordano Bruno sul rogo. Il filosofo chiede scusa per gli errori commessi, ma non arretra quando gli vengono contestate le sue dottrine. Il tribunale sottopone a Bruno otto proposizioni ereticali, estratte dagli interrogatori e dai libri, affinché le abiuri formalmente. Il Nolano sembra sul punto di cedere, firma l'abiura, ma contemporaneamente presenta un memoriale a Clemente VIII, nel quale mette in discussione tutte le sue ritrattazioni. Il papa ordina così la conclusione del processo e la consegna dell'imputato al braccio secolare. Il 17 febbraio del 1600, Giordano Bruno viene condotto in Campo de' Fiori, spogliato, legato a un palo e poi dato alle fiamme. In studio con Paolo Mieli, il professor Lucio Villari.

  • Dom 9

    Passato e presente — Passato e presente

    Agosto 1591: dopo oltre quindici anni vissuti da esule, Giordano Bruno rientra in Italia su invito di un nobile veneziano, Giovanni Mocenigo, entusiasta delle sue dottrine. Mocenigo diventa allievo del filosofo di Nola, ma presto tra i due cominciano gli attriti. Mocenigo è convinto che Bruno non voglia condividere con lui le sue conoscenze e che nasconda segreti. Il filosofo è infastidito, tenta di liberarsi da una situazione ormai sgradevole, ma suscita il risentimento del suo ospite, che si vendica denunciandolo all'Inquisizione. Ha inizio il lungo processo che porterà, otto anni più tardi, Giordano Bruno sul rogo. Il filosofo chiede scusa per gli errori commessi, ma non arretra quando gli vengono contestate le sue dottrine. Il tribunale sottopone a Bruno otto proposizioni ereticali, estratte dagli interrogatori e dai libri, affinché le abiuri formalmente. Il Nolano sembra sul punto di cedere, firma l'abiura, ma contemporaneamente presenta un memoriale a Clemente VIII, nel quale mette in discussione tutte le sue ritrattazioni. Il papa ordina così la conclusione del processo e la consegna dell'imputato al braccio secolare. Il 17 febbraio del 1600, Giordano Bruno viene condotto in Campo de' Fiori, spogliato, legato a un palo e poi dato alle fiamme. In studio con Paolo Mieli, il professor Lucio Villari.

  • Lun 10

    Passato e presente — Passato e presente

    Agosto 1591: dopo oltre quindici anni vissuti da esule, Giordano Bruno rientra in Italia su invito di un nobile veneziano, Giovanni Mocenigo, entusiasta delle sue dottrine. Mocenigo diventa allievo del filosofo di Nola, ma presto tra i due cominciano gli attriti. Mocenigo è convinto che Bruno non voglia condividere con lui le sue conoscenze e che nasconda segreti. Il filosofo è infastidito, tenta di liberarsi da una situazione ormai sgradevole, ma suscita il risentimento del suo ospite, che si vendica denunciandolo all'Inquisizione. Ha inizio il lungo processo che porterà, otto anni più tardi, Giordano Bruno sul rogo. Il filosofo chiede scusa per gli errori commessi, ma non arretra quando gli vengono contestate le sue dottrine. Il tribunale sottopone a Bruno otto proposizioni ereticali, estratte dagli interrogatori e dai libri, affinché le abiuri formalmente. Il Nolano sembra sul punto di cedere, firma l'abiura, ma contemporaneamente presenta un memoriale a Clemente VIII, nel quale mette in discussione tutte le sue ritrattazioni. Il papa ordina così la conclusione del processo e la consegna dell'imputato al braccio secolare. Il 17 febbraio del 1600, Giordano Bruno viene condotto in Campo de' Fiori, spogliato, legato a un palo e poi dato alle fiamme. In studio con Paolo Mieli, il professor Lucio Villari.

  • Lun 10

    Passato e presente — Passato e presente

    Luglio 1969. Neil Armstrong e Buzz Aldrin compiono la prima storica passeggiata dell'uomo sulla Luna. La storia che porta a quel traguardo comincia 12 anni prima, quando i russi, in piena guerra fredda, mandano nello spazio il primo satellite artificiale: lo Sputnik. Da quel momento comincia una corsa tra le due superpotenze per ottenere i migliori risultati nell'ambito della ricerca spaziale. Inizialmente i sovietici sembrano più avanti. Sono loro a mandare il primo essere vivente nello spazio, la cagnetta Laika, e poi il primo uomo: il maggiore Yuri Gagarin. Ma negli anni, grazie a ingenti investimenti, gli americani recuperano terreno e nel 1968 saranno loro i primi a far compiere il giro della Luna a tre astronauti con la missione Apollo 8. L'anno successivo porteranno a termine la missione definitiva: l'Apollo11. In studio, con Paolo Mieli, lo storico Mauro Canali.

  • Lun 10

    Etruschi signori dei due mari — Passato e presente

    Passato e Presente: Etruschi signori dei due mari con la prof.ssa Laura Michetti - RUBRICA - Il rapporto tra il popolo etrusco e il mare accende l'attenzione sui temi attualissimi dell'incontro culturale e - dell'integrazione. Quel mondo arcaico, seppure non estraneo agli scontri e alla violenza della guerra, ci restituisce un complesso di valori sociali, di tolleranza e rispetto verso le altre culture. - Conduce Paolo Mieli Con la partecipazione di Chiara Gelso Un programma di Alessandra Bisegna, Sara Chiaretti, Paolo Mieli Con la consulenza Cristoforo Gorno Produttori esecutivi Valentina Tassini Regia di Davide Frasnelli

  • Lun 10

    Passato e presente — Passato e presente

    Luglio 1969. Neil Armstrong e Buzz Aldrin compiono la prima storica passeggiata dell'uomo sulla Luna. La storia che porta a quel traguardo comincia 12 anni prima, quando i russi, in piena guerra fredda, mandano nello spazio il primo satellite artificiale: lo Sputnik. Da quel momento comincia una corsa tra le due superpotenze per ottenere i migliori risultati nell'ambito della ricerca spaziale. Inizialmente i sovietici sembrano più avanti. Sono loro a mandare il primo essere vivente nello spazio, la cagnetta Laika, e poi il primo uomo: il maggiore Yuri Gagarin. Ma negli anni, grazie a ingenti investimenti, gli americani recuperano terreno e nel 1968 saranno loro i primi a far compiere il giro della Luna a tre astronauti con la missione Apollo 8. L'anno successivo porteranno a termine la missione definitiva: l'Apollo11. In studio, con Paolo Mieli, lo storico Mauro Canali.

  • Lun 10

    Passato e presente — Passato e presente

    La modernità di Federico da Montefeltro è tale che quando si parla di lui si ha la tentazione di usare termini che appartengono all'età contemporanea: propaganda, strategia di comunicazione, business, logo, intelligence. Vissuto nel cuore del XV secolo, conte e poi duca di Urbino, Signore amato dai suoi sudditi e raffinato mecenate, Federico da Montefeltro è il condottiero più richiesto dagli Stati che compongono l'Italia. Le armi, il buon governo e la generosa promozione della cultura ne hanno fatto un perfetto modello di principe rinascimentale. Ma nel caleidoscopio delle sue eccellenze, si scorgono ombre inquietanti. Federico da Montefeltro, infatti, è anche un guerriero implacabile, un freddo calcolatore, uno spregiudicato stratega. Maestro impareggiabile nell'arte sottile dell'inganno e della rappresentazione del potere, ancor oggi è un enigma che affascina e inquieta chi prova a comprenderlo. In studio, con Paolo Mieli, il Prof. Tommaso di Carpegna Falconieri.

  • Lun 10

    Passato e presente — Passato e presente

    La modernità di Federico da Montefeltro è tale che quando si parla di lui si ha la tentazione di usare termini che appartengono all'età contemporanea: propaganda, strategia di comunicazione, business, logo, intelligence. Vissuto nel cuore del XV secolo, conte e poi duca di Urbino, Signore amato dai suoi sudditi e raffinato mecenate, Federico da Montefeltro è il condottiero più richiesto dagli Stati che compongono l'Italia. Le armi, il buon governo e la generosa promozione della cultura ne hanno fatto un perfetto modello di principe rinascimentale. Ma nel caleidoscopio delle sue eccellenze, si scorgono ombre inquietanti. Federico da Montefeltro, infatti, è anche un guerriero implacabile, un freddo calcolatore, uno spregiudicato stratega. Maestro impareggiabile nell'arte sottile dell'inganno e della rappresentazione del potere, ancor oggi è un enigma che affascina e inquieta chi prova a comprenderlo. In studio, con Paolo Mieli, il Prof. Tommaso di Carpegna Falconieri.