Passato e presente

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Sabato 6 Giugno RAI STORIA (54)

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Programmazione Passato e presente: prossimi orari in TV

Passato e presente andrà in onda nei seguenti orari (potrebbero esserci spoiler):

  • Sab 6

    Passato e presente — Passato e presente

    Passato e presente Brutalismo la via italiana - A Roma c'è un edificio lungo quasi un chilometro. Una gigantesca struttura di cemento che domina la periferia ovest della città. Per alcuni è un'utopia abita - tiva. Per altri, un ecomostro. È il Corviale, il simbolo più noto del brutalismo italiano. Figlio del secondo dopoguerra, il brutalismo porta idee radicali in architettura: cemento a vista, strutture esposte, edifici pensati come organismi collettivi. Non solo un'estetica, ma anche un progetto etico. Dalle intuizioni di Le Corbusier fino alle sperimentazioni italiane, questo linguaggio architettonico prova a rispondere alle grandi trasformazioni sociali del Novecento: la ricostruzione, l'espansione urbana, il bisogno di immaginare nuove forme dell'abitare. Ne seguiamo le tracce a Roma, con Charlotte Marincola, dal Corviale all'Ambasciata britannica, fino alla visionaria Casa Albero di Fregene, dove il brutalismo assume una forma originale, sospesa tra modernità e dialogo con la storia. Architetture nate per immaginare il futuro e che, ancora oggi, continuano a interrogare il presente. In studio con Paolo Mieli, la professoressa Maria Clara Ghia. - Conduce Paolo Mieli Un programma di Alessandra Bisegna, Sara Chiaretti, Paolo Mieli Ospite in studio la prof.ssa Maria Clara Ghia Con la partecipazione di Charlotte Marincola Regia di Davide Frasnelli Produttori esecutivi Vitilde D'Onofrio e Valentina Tassini

  • Sab 6

    Passato e presente — Passato e presente

    Passato e presente Brutalismo la via italiana - A Roma c'è un edificio lungo quasi un chilometro. Una gigantesca struttura di cemento che domina la periferia ovest della città. Per alcuni è un'utopia abita - tiva. Per altri, un ecomostro. È il Corviale, il simbolo più noto del brutalismo italiano. Figlio del secondo dopoguerra, il brutalismo porta idee radicali in architettura: cemento a vista, strutture esposte, edifici pensati come organismi collettivi. Non solo un'estetica, ma anche un progetto etico. Dalle intuizioni di Le Corbusier fino alle sperimentazioni italiane, questo linguaggio architettonico prova a rispondere alle grandi trasformazioni sociali del Novecento: la ricostruzione, l'espansione urbana, il bisogno di immaginare nuove forme dell'abitare. Ne seguiamo le tracce a Roma, con Charlotte Marincola, dal Corviale all'Ambasciata britannica, fino alla visionaria Casa Albero di Fregene, dove il brutalismo assume una forma originale, sospesa tra modernità e dialogo con la storia. Architetture nate per immaginare il futuro e che, ancora oggi, continuano a interrogare il presente. In studio con Paolo Mieli, la professoressa Maria Clara Ghia. - Conduce Paolo Mieli Un programma di Alessandra Bisegna, Sara Chiaretti, Paolo Mieli Ospite in studio la prof.ssa Maria Clara Ghia Con la partecipazione di Charlotte Marincola Regia di Davide Frasnelli Produttori esecutivi Vitilde D'Onofrio e Valentina Tassini

  • Sab 6

    Passato e presente — Passato e presente

    Passato e presente Brutalismo la via italiana - A Roma c'è un edificio lungo quasi un chilometro. Una gigantesca struttura di cemento che domina la periferia ovest della città. Per alcuni è un'utopia abita - tiva. Per altri, un ecomostro. È il Corviale, il simbolo più noto del brutalismo italiano. Figlio del secondo dopoguerra, il brutalismo porta idee radicali in architettura: cemento a vista, strutture esposte, edifici pensati come organismi collettivi. Non solo un'estetica, ma anche un progetto etico. Dalle intuizioni di Le Corbusier fino alle sperimentazioni italiane, questo linguaggio architettonico prova a rispondere alle grandi trasformazioni sociali del Novecento: la ricostruzione, l'espansione urbana, il bisogno di immaginare nuove forme dell'abitare. Ne seguiamo le tracce a Roma, con Charlotte Marincola, dal Corviale all'Ambasciata britannica, fino alla visionaria Casa Albero di Fregene, dove il brutalismo assume una forma originale, sospesa tra modernità e dialogo con la storia. Architetture nate per immaginare il futuro e che, ancora oggi, continuano a interrogare il presente. In studio con Paolo Mieli, la professoressa Maria Clara Ghia. - Conduce Paolo Mieli Un programma di Alessandra Bisegna, Sara Chiaretti, Paolo Mieli Ospite in studio la prof.ssa Maria Clara Ghia Con la partecipazione di Charlotte Marincola Regia di Davide Frasnelli Produttori esecutivi Vitilde D'Onofrio e Valentina Tassini

  • Sab 6

    Passato e presente — Passato e presente

    Passato e Presente Nabucco l'opera e il mito - L'opera 'Nabucodonosor', del 29enne Giuseppe Verdi, va in scena per la prima volta il 9 marzo 1842 al Teatro La Scala. E' un trionfo senza precedenti e arriva - nei teatri di tutto il mondo. Lo splendido coro del "Va" pensiero', intonato dagli ebrei schiavi del re babilonese, in seguito verrà interpretato come allegoria della condizione degli italiani oppressi dagli austriaci alla vigilia del Risorgimento. Ma erano davvero queste le intenzioni del suo autore? Quanto c'era di risorgimentale nell'opera di Verdi? E quante altre riletture storiche ha avuto quel coro, nel corso del tempo, fino ai giorni nostri? - Conduce Paolo Mieli Un programma di Alessandra Bisegna, Sara Chiaretti, Paolo Mieli Con la consulenza di Cristoforo Gorno Produttore esecutivo Valentina Tassini Regia Davide Frasnelli Ospite in studio la prof.ssa Carlotta Sorba Con la partecipazione di Ada Nardacchione

  • Sab 6

    Passato e presente — Passato e presente

    Passato e Presente Nabucco l'opera e il mito - L'opera 'Nabucodonosor', del 29enne Giuseppe Verdi, va in scena per la prima volta il 9 marzo 1842 al Teatro La Scala. E' un trionfo senza precedenti e arriva - nei teatri di tutto il mondo. Lo splendido coro del "Va" pensiero', intonato dagli ebrei schiavi del re babilonese, in seguito verrà interpretato come allegoria della condizione degli italiani oppressi dagli austriaci alla vigilia del Risorgimento. Ma erano davvero queste le intenzioni del suo autore? Quanto c'era di risorgimentale nell'opera di Verdi? E quante altre riletture storiche ha avuto quel coro, nel corso del tempo, fino ai giorni nostri? - Conduce Paolo Mieli Un programma di Alessandra Bisegna, Sara Chiaretti, Paolo Mieli Con la consulenza di Cristoforo Gorno Produttore esecutivo Valentina Tassini Regia Davide Frasnelli Ospite in studio la prof.ssa Carlotta Sorba Con la partecipazione di Ada Nardacchione

  • Dom 7

    Passato e presente — Passato e presente

    Passato e Presente Nabucco l'opera e il mito - L'opera 'Nabucodonosor', del 29enne Giuseppe Verdi, va in scena per la prima volta il 9 marzo 1842 al Teatro La Scala. E' un trionfo senza precedenti e arriva - nei teatri di tutto il mondo. Lo splendido coro del "Va" pensiero', intonato dagli ebrei schiavi del re babilonese, in seguito verrà interpretato come allegoria della condizione degli italiani oppressi dagli austriaci alla vigilia del Risorgimento. Ma erano davvero queste le intenzioni del suo autore? Quanto c'era di risorgimentale nell'opera di Verdi? E quante altre riletture storiche ha avuto quel coro, nel corso del tempo, fino ai giorni nostri? - Conduce Paolo Mieli Un programma di Alessandra Bisegna, Sara Chiaretti, Paolo Mieli Con la consulenza di Cristoforo Gorno Produttore esecutivo Valentina Tassini Regia Davide Frasnelli Ospite in studio la prof.ssa Carlotta Sorba Con la partecipazione di Ada Nardacchione

  • Dom 7

    Passato e presente — Passato e presente

    Passato e Presente Nabucco l'opera e il mito - L'opera 'Nabucodonosor', del 29enne Giuseppe Verdi, va in scena per la prima volta il 9 marzo 1842 al Teatro La Scala. E' un trionfo senza precedenti e arriva - nei teatri di tutto il mondo. Lo splendido coro del "Va" pensiero', intonato dagli ebrei schiavi del re babilonese, in seguito verrà interpretato come allegoria della condizione degli italiani oppressi dagli austriaci alla vigilia del Risorgimento. Ma erano davvero queste le intenzioni del suo autore? Quanto c'era di risorgimentale nell'opera di Verdi? E quante altre riletture storiche ha avuto quel coro, nel corso del tempo, fino ai giorni nostri? - Conduce Paolo Mieli Un programma di Alessandra Bisegna, Sara Chiaretti, Paolo Mieli Con la consulenza di Cristoforo Gorno Produttore esecutivo Valentina Tassini Regia Davide Frasnelli Ospite in studio la prof.ssa Carlotta Sorba Con la partecipazione di Ada Nardacchione

  • Dom 7

    Passato e presente — Passato e presente

    Passato e Presente Nabucco l'opera e il mito - L'opera 'Nabucodonosor', del 29enne Giuseppe Verdi, va in scena per la prima volta il 9 marzo 1842 al Teatro La Scala. E' un trionfo senza precedenti e arriva - nei teatri di tutto il mondo. Lo splendido coro del "Va" pensiero', intonato dagli ebrei schiavi del re babilonese, in seguito verrà interpretato come allegoria della condizione degli italiani oppressi dagli austriaci alla vigilia del Risorgimento. Ma erano davvero queste le intenzioni del suo autore? Quanto c'era di risorgimentale nell'opera di Verdi? E quante altre riletture storiche ha avuto quel coro, nel corso del tempo, fino ai giorni nostri? - Conduce Paolo Mieli Un programma di Alessandra Bisegna, Sara Chiaretti, Paolo Mieli Con la consulenza di Cristoforo Gorno Produttore esecutivo Valentina Tassini Regia Davide Frasnelli Ospite in studio la prof.ssa Carlotta Sorba Con la partecipazione di Ada Nardacchione

  • Dom 7

    Passato e presente — Passato e presente

    Passato e presente Lincoln e l'abolizione della schiavitù - Quando Lincoln viene eletto alla presidenza degli Stati Uniti d'America, nel novembre del 1860, la questione della schiavitù - del suo possibile - rafforzamento o della sua graduale estinzione - divide il paese da anni. Lincoln è a capo dello schieramento che si oppone all'estensione territoriale della schiavitù. Sebbene la sua sia una posizione moderata, che non mette in discussione l'esistenza costituzionalmente garantita dello schiavismo negli stati che già lo praticano, larga parte del Sud del paese respinge la sua vittoria come una minaccia esistenziale e sceglie la secessione. La guerra è inevitabile ma, tanto per Lincoln quanto per la maggioranza del Nord, si tratta di una guerra da combattere per ripristinare l'unione, non per abolire la schiavitù. Sarà la logica interna al conflitto a imporre una radicalizzazione degli obiettivi bellici che, nel gennaio del 1863, porterà al proclama di emancipazione e, tre anni più tardi, alla ratifica del XIII emendamento della Costituzione americana, quello che vieta la schiavitù nell'intera giurisdizione degli Stati Uniti. - Conduce Paolo Mieli Un programma di Alessandra Bisegna, Sara Chiaretti, Paolo Mieli Con la consulenza di Cristoforo Gorno Produttore esecutivo Valentina Tassini Ospite in studio la prof.ssa Raffaella Baritono Regia di Davide Frasnelli

  • Dom 7

    Passato e presente — Passato e presente

    Quella di Firenze Capitale d'Italia è una storia oggi quasi dimenticata. Eppure è nel capoluogo toscano che l'Italia trovò il suo centro in una fase cruciale della sua storia, tra il 1865 e il 1871. Anni in cui a Roma regnava ancora il Papa, protetto dalla Francia di Napoleone III. Paolo Mieli ne parla con uno dei maggiori specialisti del Risorgimento italiano, lo storico Gilles Pécout. È proprio in seguito a un accordo con Parigi che la capitale lascia Torino e viene trasferita in Toscana, culla della cultura e della lingua italiana. Un evento che muterà profondamente il volto urbanistico ed economico di Firenze. Ma fiorentini e torinesi come vissero quel cambiamento? E cosa rimane oggi di quell'esperienza?

  • Lun 8

    Passato e presente — Passato e presente

    Quella di Firenze Capitale d'Italia è una storia oggi quasi dimenticata. Eppure è nel capoluogo toscano che l'Italia trovò il suo centro in una fase cruciale della sua storia, tra il 1865 e il 1871. Anni in cui a Roma regnava ancora il Papa, protetto dalla Francia di Napoleone III. Paolo Mieli ne parla con uno dei maggiori specialisti del Risorgimento italiano, lo storico Gilles Pécout. È proprio in seguito a un accordo con Parigi che la capitale lascia Torino e viene trasferita in Toscana, culla della cultura e della lingua italiana. Un evento che muterà profondamente il volto urbanistico ed economico di Firenze. Ma fiorentini e torinesi come vissero quel cambiamento? E cosa rimane oggi di quell'esperienza?

  • Lun 8

    Passato e presente — Passato e presente

    Quella di Firenze Capitale d'Italia è una storia oggi quasi dimenticata. Eppure è nel capoluogo toscano che l'Italia trovò il suo centro in una fase cruciale della sua storia, tra il 1865 e il 1871. Anni in cui a Roma regnava ancora il Papa, protetto dalla Francia di Napoleone III. Paolo Mieli ne parla con uno dei maggiori specialisti del Risorgimento italiano, lo storico Gilles Pécout. È proprio in seguito a un accordo con Parigi che la capitale lascia Torino e viene trasferita in Toscana, culla della cultura e della lingua italiana. Un evento che muterà profondamente il volto urbanistico ed economico di Firenze. Ma fiorentini e torinesi come vissero quel cambiamento? E cosa rimane oggi di quell'esperienza?

  • Lun 8

    Gibellina tra memoria e utopia — Passato e presente

    a e utopia con la prof.ssa Cristina Costanzo - RUBRICA - Da quando, il 15 gennaio del 1968, un terremoto devastante colpisce la Sicilia occidentale e spazza via la V - alle del Belìce, inizia un lungo e complesso percorso di rinascita. - Conduce Paolo Mieli Con la partecipazione di Emanuela Lucchetti Un programma di Alessandra Bisegna, Paolo Mieli Produttori esecutivi Vitilde D'Onofrio, Valentina Tassini Regia di Davide Frasnelli

  • Lun 8

    Passato e presente — Passato e presente

    Quella di Firenze Capitale d'Italia è una storia oggi quasi dimenticata. Eppure è nel capoluogo toscano che l'Italia trovò il suo centro in una fase cruciale della sua storia, tra il 1865 e il 1871. Anni in cui a Roma regnava ancora il Papa, protetto dalla Francia di Napoleone III. Paolo Mieli ne parla con uno dei maggiori specialisti del Risorgimento italiano, lo storico Gilles Pécout. È proprio in seguito a un accordo con Parigi che la capitale lascia Torino e viene trasferita in Toscana, culla della cultura e della lingua italiana. Un evento che muterà profondamente il volto urbanistico ed economico di Firenze. Ma fiorentini e torinesi come vissero quel cambiamento? E cosa rimane oggi di quell'esperienza?

  • Lun 8

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Lun 8

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Mar 9

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Mar 9

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Mar 9

    La battaglia di Verdun, il grande massacro — Passato e presente

    un il grande massacro con il prof. Gilles Pecout - RUBRICA - È il simbolo estremo della guerra di logoramento. Tra il febbraio e il dicembre 1916, per dieci mesi, a - Verdun, il fronte francese e quello tedesco si affrontano in una delle battaglie più lunghe e distruttive della Prima guerra mondiale, destinata a segnare profondamente la memoria europea. - Conduce Paolo Mieli Con la partecipazione di Charlotte Marincola Un programma di Alessandra Bisegna, Paolo Mieli Produttori esecutivi Vitilde D'Onofrio, Valentina Tassini Regia di Davide Frasnelli

  • Mar 9

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Mar 9

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Mar 9

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Mer 10

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Mer 10

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Mer 10

    10 giugno 1940. L'Italia in guerra — Passato e presente

    Stagione 3 Episodio 85

    Tra il 30 settembre del 1938, data della conferenza di Monaco, e il 10 giugno del 1940, data in cui annuncia l'ingresso dell'Italia nella Seconda guerra mondiale, Benito Mussolini passa dall'essere il "salvatore della pace" europea a colui che, schierandosi nel conflitto al fianco di Hitler, "pugnala alla schiena" la Francia, come dirà Roosevelt. A Passato e Presente, il professor Amedeo Osti Guerrazzi ripercorre, insieme a Paolo Mieli, le tappe principali del percorso che ha portato il Duce alla scelta interventista, dopo un'iniziale prudenza dettata soprattutto dall'impreparazione delle forze armate italiane ad affrontare un conflitto su larga scala. Un percorso che passa attraverso l'invasione dell'Albania dell'aprile 1939, la successiva stipula del "patto d'acciaio" con la Germania, la dichiarazione di "non belligeranza" dopo l'invasione della Polonia da parte dei nazisti e la reazione di Francia e Gran Bretagna, l'incontro cruciale tra Mussolini e Hitler al Brennero nel marzo del 1940. Alla fine, il Duce, è convinto di poter banchettare a buon mercato al tavolo del vincitore, rompe gli indugi e il 10 giugno annuncia agli italiani che "l'ora delle decisioni irrevocabili" è arrivata e che "la dichiarazione di guerra è già stata consegnata agli ambasciatori di Gran Bretagna e Francia". Ma dietro l'illusione di partecipare a una "guerra lampo", manca una visione militare strategica, come testimonia il discorso pronunciato quel giorno dal balcone di Piazza Venezia a Roma, uno dei peggiori di Mussolini secondo l'opinione condivisa degli storici. Tra gli italiani, che fin lì hanno seguito il Duce a larga maggioranza, cominciano a serpeggiare dubbi e timori che in pochi giorni trovano conferma nel fallimentare attacco alla Francia, già sottomessa dai nazisti.

  • Mer 10

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Mer 10

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Mer 10

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Gio 11

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Gio 11

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Gio 11

    I Mondiali di Calcio tra sport e politica — Passato e presente

    L'11 giugno hanno inizio i Mondiali di Calcio 2026. Si giocheranno al SoFi Stadium di Inglewood, di Los Angeles e non vedranno in campo l'Italia, reduce dalla fallita terza qualificazione consecutiva contro la Bosnia, in quello che è ormai definito il "disastro di Zenuca" e che ha portato alle dimissioni di Gabriele Gravina, presidente della FIGC. Passato e Presente, nella stessa giornata, dedica una puntata alla Storia dei Mondiali. Da sempre, la storia dei Mondiali non è solo quella di uno sport, ma quella di un linguaggio universale, uno specchio delle società e spesso uno strumento di potere. Da quei primi Mondiali che nel 1930 videro la FIFA scegliere la città di Montevideo in Uruguay, passando per l'Italia del 1934, trasformata in palcoscenico di propaganda, fino all'Argentina del dittatore Jorge Rafael Videla del 1978, il pallone racconta molto più di ciò che accade in campo. Attraverso le scelte della FIFA, le strategie dei governi e le imprese dei campioni, i Mondiali diventano una lente per leggere il Novecento e la globalizzazione: dalla Guerra Fredda alla nascita del calcio moderno, dominato dalla televisione e dai grandi interessi economici. Una storia fatta di vittorie epiche e polemiche, di propaganda e ribellioni, in cui ogni partita è anche un pezzo di storia del mondo. In studio con Paolo Mieli, il professor Nicola Sbetti.

  • Gio 11

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Gio 11

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Gio 11

    Passato e presente — Passato e presente

    Dopo aver superato gli anni vissuti dalla regina Vittoria nel 2015, Elisabetta II è il monarca britannico più longevo. E nel febbraio 2022, con i 70 anni di regno, raggiungerà un altro primato. È la regina dei record il personaggio raccontato da Paolo Mieli con la professoressa Valentina Villa in questa puntata di "Passato e Presente". Elisabetta II diventa sovrana del Regno Unito il 6 febbraio 1952 alla morte del padre, Giorgio VI. Incoronata regina l'anno successivo, il 2 giugno 1953, Elisabetta di Windsor inizia il suo difficile cammino sotto l'ala protettrice di Winston Churchill, il suo primo ministro per quattro anni. Nel suo lungo regno ha vissuto il progressivo smantellamento dell'Impero britannico, attraversato guerre, grandi sconvolgimenti economici e sociali. E molte avversità, pubbliche e private, come la morte di lady Diana Spencer, ex moglie del suo primogenito ed erede al trono Carlo D'Inghilterra, che segna un passaggio cruciale del suo regno e della stessa monarchia inglese.

  • Ven 12

    Passato e presente — Passato e presente

    Dopo aver superato gli anni vissuti dalla regina Vittoria nel 2015, Elisabetta II è il monarca britannico più longevo. E nel febbraio 2022, con i 70 anni di regno, raggiungerà un altro primato. È la regina dei record il personaggio raccontato da Paolo Mieli con la professoressa Valentina Villa in questa puntata di "Passato e Presente". Elisabetta II diventa sovrana del Regno Unito il 6 febbraio 1952 alla morte del padre, Giorgio VI. Incoronata regina l'anno successivo, il 2 giugno 1953, Elisabetta di Windsor inizia il suo difficile cammino sotto l'ala protettrice di Winston Churchill, il suo primo ministro per quattro anni. Nel suo lungo regno ha vissuto il progressivo smantellamento dell'Impero britannico, attraversato guerre, grandi sconvolgimenti economici e sociali. E molte avversità, pubbliche e private, come la morte di lady Diana Spencer, ex moglie del suo primogenito ed erede al trono Carlo D'Inghilterra, che segna un passaggio cruciale del suo regno e della stessa monarchia inglese.

  • Ven 12

    Passato e presente — Passato e presente

    Dopo aver superato gli anni vissuti dalla regina Vittoria nel 2015, Elisabetta II è il monarca britannico più longevo. E nel febbraio 2022, con i 70 anni di regno, raggiungerà un altro primato. È la regina dei record il personaggio raccontato da Paolo Mieli con la professoressa Valentina Villa in questa puntata di "Passato e Presente". Elisabetta II diventa sovrana del Regno Unito il 6 febbraio 1952 alla morte del padre, Giorgio VI. Incoronata regina l'anno successivo, il 2 giugno 1953, Elisabetta di Windsor inizia il suo difficile cammino sotto l'ala protettrice di Winston Churchill, il suo primo ministro per quattro anni. Nel suo lungo regno ha vissuto il progressivo smantellamento dell'Impero britannico, attraversato guerre, grandi sconvolgimenti economici e sociali. E molte avversità, pubbliche e private, come la morte di lady Diana Spencer, ex moglie del suo primogenito ed erede al trono Carlo D'Inghilterra, che segna un passaggio cruciale del suo regno e della stessa monarchia inglese.

  • Ven 12

    Trieste all'Italia — Passato e presente

    Alla fine della Seconda Guerra mondiale, l'Italia sconfitta è condannata a fermarsi alle porte di Trieste. La città stretta tra il mare e il Carso diventa oggetto di una lunga e contrastata questione confinaria con la Jugoslavia. Sullo sfondo della Guerra Fredda, il possesso di Trieste assume un significato al contempo politico, strategico e simbolico. E' l'emblema dei movimenti nazionali e degli irredentismi sloveno e italiano; rappresenta la porta sul Mediterraneo a disposizione del blocco socialista che progressivamente si profila nell'Europa centro-orientale; e infine, per gli Stati Uniti e il Regno Unito, costituisce l'antemurale dell'Occidente, essenziale ad assicurare la penisola alla loro sfera d'influenza. La vertenza diplomatica, punteggiata da crisi e da momenti di tensione, si conclude il 5 ottobre del 1954, e l'ingresso dei bersaglieri a piazza Unità, il 26 ottobre successivo, segna finalmente l'agognata restituzione di Trieste all'Italia. Una pagina raccontata da Carla Oppo sui luoghi della storia e, in studio con Paolo Mieli, dal professor Raoul Pupo.

  • Ven 12

    Passato e presente — Passato e presente

    Dopo aver superato gli anni vissuti dalla regina Vittoria nel 2015, Elisabetta II è il monarca britannico più longevo. E nel febbraio 2022, con i 70 anni di regno, raggiungerà un altro primato. È la regina dei record il personaggio raccontato da Paolo Mieli con la professoressa Valentina Villa in questa puntata di "Passato e Presente". Elisabetta II diventa sovrana del Regno Unito il 6 febbraio 1952 alla morte del padre, Giorgio VI. Incoronata regina l'anno successivo, il 2 giugno 1953, Elisabetta di Windsor inizia il suo difficile cammino sotto l'ala protettrice di Winston Churchill, il suo primo ministro per quattro anni. Nel suo lungo regno ha vissuto il progressivo smantellamento dell'Impero britannico, attraversato guerre, grandi sconvolgimenti economici e sociali. E molte avversità, pubbliche e private, come la morte di lady Diana Spencer, ex moglie del suo primogenito ed erede al trono Carlo D'Inghilterra, che segna un passaggio cruciale del suo regno e della stessa monarchia inglese.

  • Ven 12

    Passato e presente — Passato e presente

    A pochi giorni dalla conclusione dell'operazione Husky in Sicilia, il Governo italiano decide di avviare nuove trattative segrete per l'armistizio con gli angloamericani, affidando al generale Giuseppe Castellano il compito di incontrare a Lisbona il generale inglese Kenneth Strong, capo dell'Intelligence Service britannica e il generale americano Bedell Smith al fine di conoscere le condizioni imposte per la resa italiana. Una pagina di storia ripercorsa dal professor Ernesto Galli della Loggia e da Paolo Mieli. Le trattative tra i paesi belligeranti durano fino al 3 settembre, giorno in cui il generale Castellano riceve la delega a firmare il documento da parte di Pietro Badoglio. Alle 18.30 dell'8 settembre 1943, attraverso radio Algeri, il generale Eisenhower annuncia l'avvenuto armistizio che in Italia viene reso noto circa un'ora dopo dalla voce di Badoglio dai microfoni dell'Eiar.

  • Ven 12

    Passato e presente — Passato e presente

    A pochi giorni dalla conclusione dell'operazione Husky in Sicilia, il Governo italiano decide di avviare nuove trattative segrete per l'armistizio con gli angloamericani, affidando al generale Giuseppe Castellano il compito di incontrare a Lisbona il generale inglese Kenneth Strong, capo dell'Intelligence Service britannica e il generale americano Bedell Smith al fine di conoscere le condizioni imposte per la resa italiana. Una pagina di storia ripercorsa dal professor Ernesto Galli della Loggia e da Paolo Mieli. Le trattative tra i paesi belligeranti durano fino al 3 settembre, giorno in cui il generale Castellano riceve la delega a firmare il documento da parte di Pietro Badoglio. Alle 18.30 dell'8 settembre 1943, attraverso radio Algeri, il generale Eisenhower annuncia l'avvenuto armistizio che in Italia viene reso noto circa un'ora dopo dalla voce di Badoglio dai microfoni dell'Eiar.