Passato e presente

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Giovannino Guareschi cronista della libertà

Mercoledì 6 Maggio RAI STORIA (54)

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Programmazione Passato e presente: prossimi orari in TV

Passato e presente andrà in onda nei seguenti orari (potrebbero esserci spoiler):

  • Mer 6

    Giovannino Guareschi cronista della libertà — Passato e presente

    Chi non ricorda i volti di Don Camillo e Peppone? Due maschere che condensano l'Italia del dopoguerra: la contrapposizione ideologica, la dimensione locale, la ricostruzione morale e materiale, il conflitto che diventa convivenza. I due personaggi, che troveranno fama sul grande schermo con i volti di Fernandel e Gino Cervi, nascono dalla penna di Giovannino Guareschi nei racconti pubblicati sulle pagine del settimanale Candido, nel 1946. Il parroco impulsivo, irruento mosso dalla carità cristiana e il sindaco comunista, pragmatico, popolare vicino ai contadini e agli operai, diviso tra la disciplina di partito e i propri sentimenti. Non semplici maschere della propaganda né caricature di un'Italia ormai svanita, ma uomini autentici che, liberati dalle uniformi ideologiche, rivelano la loro essenza comune. Il mondo piccolo in cui si muovono è quello della Bassa padana, sospesa tra gli argini del Po e il baccano dei comizi di piazza. Un luogo dove il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso da quello frenetico della modernità. A oltre mezzo secolo dalla sua scomparsa, Guareschi non appare come un reperto del passato, ma come un autore "inattuale", capace ancora di parlare al cuore dell'uomo contemporaneo. Giornalista inflessibile e disegnatore dal tratto essenziale, Guareschi parla di un mondo popolato da gente testarda, rissosa e piena di difetti, in un laboratorio narrativo dove la vita della provincia diventa specchio dell'Italia intera. La sua satira tagliente, tra vignette, battute e provocazioni, smonta ideologie, ridicolizza conformismi e mette a nudo i paradossi di un Paese diviso dalla Guerra Fredda, senza mai perdere la capacità di far ridere e riflettere allo stesso tempo. In studio con Paolo Mieli il professor Marco Mondini.

  • Mer 6

    Giovannino Guareschi cronista della libertà — Passato e presente

    Chi non ricorda i volti di Don Camillo e Peppone? Due maschere che condensano l'Italia del dopoguerra: la contrapposizione ideologica, la dimensione locale, la ricostruzione morale e materiale, il conflitto che diventa convivenza. I due personaggi, che troveranno fama sul grande schermo con i volti di Fernandel e Gino Cervi, nascono dalla penna di Giovannino Guareschi nei racconti pubblicati sulle pagine del settimanale Candido, nel 1946. Il parroco impulsivo, irruento mosso dalla carità cristiana e il sindaco comunista, pragmatico, popolare vicino ai contadini e agli operai, diviso tra la disciplina di partito e i propri sentimenti. Non semplici maschere della propaganda né caricature di un'Italia ormai svanita, ma uomini autentici che, liberati dalle uniformi ideologiche, rivelano la loro essenza comune. Il mondo piccolo in cui si muovono è quello della Bassa padana, sospesa tra gli argini del Po e il baccano dei comizi di piazza. Un luogo dove il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso da quello frenetico della modernità. A oltre mezzo secolo dalla sua scomparsa, Guareschi non appare come un reperto del passato, ma come un autore "inattuale", capace ancora di parlare al cuore dell'uomo contemporaneo. Giornalista inflessibile e disegnatore dal tratto essenziale, Guareschi parla di un mondo popolato da gente testarda, rissosa e piena di difetti, in un laboratorio narrativo dove la vita della provincia diventa specchio dell'Italia intera. La sua satira tagliente, tra vignette, battute e provocazioni, smonta ideologie, ridicolizza conformismi e mette a nudo i paradossi di un Paese diviso dalla Guerra Fredda, senza mai perdere la capacità di far ridere e riflettere allo stesso tempo. In studio con Paolo Mieli il professor Marco Mondini.

  • Mer 6

    Vitaliano Brancati dal Fascismo al Liberalismo — Passato e presente

    Come pochi altri, racconta i vizi, le ambizioni e le ipocrisie dell'Italia tra fascismo e dopoguerra, con sguardo ironico e insieme feroce. Vitaliano Brancati, nato in Sicilia nel 1907, è tra i più importanti autori del Novecento italiano. La sua è una scrittura ironica, brillante, tagliente ma, al contempo, accessibile. I suoi romanzi e i suoi personaggi, sono lo specchio di un Paese che si illude, si mette in scena, fa sorridere e fa pensare. Giovane entusiasta dell'ascesa di Benito Mussolini, vede nel fascismo un simbolo di modernità, energia e cambiamento. Uomo maturo, alla fine degli anni 30 riconosce la distanza tra propaganda e realtà, e critica la retorica vuota del regime e il conformismo imposto agli intellettuali. La sua letteratura si trasforma in satira lucida e pungente contro i miti del fascismo, in particolare quello del maschio seduttore e conquistatore. Le sue opere sono state rappresentate a teatro, al cinema e in televisione. Tra queste Il bell'Antonio, capolavoro con cui Brancati smonta il mito della virilità maschile e dell'onore siciliano, rappresentando il divario tra apparenza social e verità intima. Incarnato nel film di Bolognini da Marcello Mastroianni che rese ancor più amaro quel ritratto di un'Italia prigioniera delle sue maschere. In studio con Paolo Mieli la professoressa Alessandra Tarquini.

  • Mer 6

    Giovannino Guareschi cronista della libertà — Passato e presente

    Chi non ricorda i volti di Don Camillo e Peppone? Due maschere che condensano l'Italia del dopoguerra: la contrapposizione ideologica, la dimensione locale, la ricostruzione morale e materiale, il conflitto che diventa convivenza. I due personaggi, che troveranno fama sul grande schermo con i volti di Fernandel e Gino Cervi, nascono dalla penna di Giovannino Guareschi nei racconti pubblicati sulle pagine del settimanale Candido, nel 1946. Il parroco impulsivo, irruento mosso dalla carità cristiana e il sindaco comunista, pragmatico, popolare vicino ai contadini e agli operai, diviso tra la disciplina di partito e i propri sentimenti. Non semplici maschere della propaganda né caricature di un'Italia ormai svanita, ma uomini autentici che, liberati dalle uniformi ideologiche, rivelano la loro essenza comune. Il mondo piccolo in cui si muovono è quello della Bassa padana, sospesa tra gli argini del Po e il baccano dei comizi di piazza. Un luogo dove il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso da quello frenetico della modernità. A oltre mezzo secolo dalla sua scomparsa, Guareschi non appare come un reperto del passato, ma come un autore "inattuale", capace ancora di parlare al cuore dell'uomo contemporaneo. Giornalista inflessibile e disegnatore dal tratto essenziale, Guareschi parla di un mondo popolato da gente testarda, rissosa e piena di difetti, in un laboratorio narrativo dove la vita della provincia diventa specchio dell'Italia intera. La sua satira tagliente, tra vignette, battute e provocazioni, smonta ideologie, ridicolizza conformismi e mette a nudo i paradossi di un Paese diviso dalla Guerra Fredda, senza mai perdere la capacità di far ridere e riflettere allo stesso tempo. In studio con Paolo Mieli il professor Marco Mondini.

  • Mer 6

    Vitaliano Brancati dal Fascismo al Liberalismo — Passato e presente

    Come pochi altri, racconta i vizi, le ambizioni e le ipocrisie dell'Italia tra fascismo e dopoguerra, con sguardo ironico e insieme feroce. Vitaliano Brancati, nato in Sicilia nel 1907, è tra i più importanti autori del Novecento italiano. La sua è una scrittura ironica, brillante, tagliente ma, al contempo, accessibile. I suoi romanzi e i suoi personaggi, sono lo specchio di un Paese che si illude, si mette in scena, fa sorridere e fa pensare. Giovane entusiasta dell'ascesa di Benito Mussolini, vede nel fascismo un simbolo di modernità, energia e cambiamento. Uomo maturo, alla fine degli anni 30 riconosce la distanza tra propaganda e realtà, e critica la retorica vuota del regime e il conformismo imposto agli intellettuali. La sua letteratura si trasforma in satira lucida e pungente contro i miti del fascismo, in particolare quello del maschio seduttore e conquistatore. Le sue opere sono state rappresentate a teatro, al cinema e in televisione. Tra queste Il bell'Antonio, capolavoro con cui Brancati smonta il mito della virilità maschile e dell'onore siciliano, rappresentando il divario tra apparenza social e verità intima. Incarnato nel film di Bolognini da Marcello Mastroianni che rese ancor più amaro quel ritratto di un'Italia prigioniera delle sue maschere. In studio con Paolo Mieli la professoressa Alessandra Tarquini.

  • Mer 6

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Gio 7

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Gio 7

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Gio 7

    L'Italia del Giro. Gli anni ruggenti 1909-1969 — Passato e presente

    Stagione 4 Episodio 96

    8 maggio 2026: prende il via il Giro d'Italia. La prima edizione nel 1909, 117 anni fa. Sarebbe diventato per anni la manifestazione sportiva italiana più celebrata nel mondo. Più che una corsa ciclistica, un grande racconto popolare del paese. Dalle prime biciclette, pesanti e rudimentali, fino a quelle in fibra di carbonio, il Giro ha accompagnato gli italiani attraverso due guerre, il dopoguerra e il boom economico. Ne ha infiammato gli animi attraversando il paese da nord a sud ed entrando nelle case grazie alla televisione. Dalle strade polverose in terra battuta di un tempo, a quelle più sicure di oggi, il mondo è cambiato. Ma non la passione popolare che per un mese, ogni anno, si stringe intono ai campioni che ancora infiammano la corsa in rosa. Una gara che unisce sport, identità nazionale, memoria collettiva e trasformazioni del Paese. In studio con Paolo Mieli il professor Stefano Pivato.

  • Gio 7

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Gio 7

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Gio 7

    Passato e presente — Passato e presente

    Dopo aver superato gli anni vissuti dalla regina Vittoria nel 2015, Elisabetta II è il monarca britannico più longevo. E nel febbraio 2022, con i 70 anni di regno, raggiungerà un altro primato. È la regina dei record il personaggio raccontato da Paolo Mieli con la professoressa Valentina Villa in questa puntata di "Passato e Presente". Elisabetta II diventa sovrana del Regno Unito il 6 febbraio 1952 alla morte del padre, Giorgio VI. Incoronata regina l'anno successivo, il 2 giugno 1953, Elisabetta di Windsor inizia il suo difficile cammino sotto l'ala protettrice di Winston Churchill, il suo primo ministro per quattro anni. Nel suo lungo regno ha vissuto il progressivo smantellamento dell'Impero britannico, attraversato guerre, grandi sconvolgimenti economici e sociali. E molte avversità, pubbliche e private, come la morte di lady Diana Spencer, ex moglie del suo primogenito ed erede al trono Carlo D'Inghilterra, che segna un passaggio cruciale del suo regno e della stessa monarchia inglese.

  • Ven 8

    Passato e presente — Passato e presente

    Dopo aver superato gli anni vissuti dalla regina Vittoria nel 2015, Elisabetta II è il monarca britannico più longevo. E nel febbraio 2022, con i 70 anni di regno, raggiungerà un altro primato. È la regina dei record il personaggio raccontato da Paolo Mieli con la professoressa Valentina Villa in questa puntata di "Passato e Presente". Elisabetta II diventa sovrana del Regno Unito il 6 febbraio 1952 alla morte del padre, Giorgio VI. Incoronata regina l'anno successivo, il 2 giugno 1953, Elisabetta di Windsor inizia il suo difficile cammino sotto l'ala protettrice di Winston Churchill, il suo primo ministro per quattro anni. Nel suo lungo regno ha vissuto il progressivo smantellamento dell'Impero britannico, attraversato guerre, grandi sconvolgimenti economici e sociali. E molte avversità, pubbliche e private, come la morte di lady Diana Spencer, ex moglie del suo primogenito ed erede al trono Carlo D'Inghilterra, che segna un passaggio cruciale del suo regno e della stessa monarchia inglese.

  • Ven 8

    Passato e presente — Passato e presente

    Dopo aver superato gli anni vissuti dalla regina Vittoria nel 2015, Elisabetta II è il monarca britannico più longevo. E nel febbraio 2022, con i 70 anni di regno, raggiungerà un altro primato. È la regina dei record il personaggio raccontato da Paolo Mieli con la professoressa Valentina Villa in questa puntata di "Passato e Presente". Elisabetta II diventa sovrana del Regno Unito il 6 febbraio 1952 alla morte del padre, Giorgio VI. Incoronata regina l'anno successivo, il 2 giugno 1953, Elisabetta di Windsor inizia il suo difficile cammino sotto l'ala protettrice di Winston Churchill, il suo primo ministro per quattro anni. Nel suo lungo regno ha vissuto il progressivo smantellamento dell'Impero britannico, attraversato guerre, grandi sconvolgimenti economici e sociali. E molte avversità, pubbliche e private, come la morte di lady Diana Spencer, ex moglie del suo primogenito ed erede al trono Carlo D'Inghilterra, che segna un passaggio cruciale del suo regno e della stessa monarchia inglese.

  • Ven 8

    La fine della guerra in Europa — Passato e presente

    Stagione 3 Episodio 86

    Passato e Presente La fine della guerra in Europa - L'8 maggio 1945, a Berlino, il feldmaresciallo tedesco Wilhelm Keitel firma l'atto di resa incondizionata della Germania al cospetto dei rappresentanti d - ei paesi vincitori: Stati Uniti, Inghilterra e Unione Sovietica e Francia. A meno di due settimane dalla morte del capo del fascismo, Benito Mussolini e del Fuhrer del III Reich, Adolf Hitler, la capitolazione tedesca segna la fine della guerra in Europa. - Conduce Paolo Mieli Un programma di Alessandra Bisegna, Sara Chiaretti, Paolo Mieli Con la consulenza di Cristoforo Gorno Produttore Esecutivo Valentina Tassini Ospite in studio il prof. LUTZ KLINKHAMMER Regia di Davide Frasnelli

  • Ven 8

    Passato e presente — Passato e presente

    Dopo aver superato gli anni vissuti dalla regina Vittoria nel 2015, Elisabetta II è il monarca britannico più longevo. E nel febbraio 2022, con i 70 anni di regno, raggiungerà un altro primato. È la regina dei record il personaggio raccontato da Paolo Mieli con la professoressa Valentina Villa in questa puntata di "Passato e Presente". Elisabetta II diventa sovrana del Regno Unito il 6 febbraio 1952 alla morte del padre, Giorgio VI. Incoronata regina l'anno successivo, il 2 giugno 1953, Elisabetta di Windsor inizia il suo difficile cammino sotto l'ala protettrice di Winston Churchill, il suo primo ministro per quattro anni. Nel suo lungo regno ha vissuto il progressivo smantellamento dell'Impero britannico, attraversato guerre, grandi sconvolgimenti economici e sociali. E molte avversità, pubbliche e private, come la morte di lady Diana Spencer, ex moglie del suo primogenito ed erede al trono Carlo D'Inghilterra, che segna un passaggio cruciale del suo regno e della stessa monarchia inglese.

  • Ven 8

    Passato e presente — Passato e presente

    A pochi giorni dalla conclusione dell'operazione Husky in Sicilia, il Governo italiano decide di avviare nuove trattative segrete per l'armistizio con gli angloamericani, affidando al generale Giuseppe Castellano il compito di incontrare a Lisbona il generale inglese Kenneth Strong, capo dell'Intelligence Service britannica e il generale americano Bedell Smith al fine di conoscere le condizioni imposte per la resa italiana. Una pagina di storia ripercorsa dal professor Ernesto Galli della Loggia e da Paolo Mieli. Le trattative tra i paesi belligeranti durano fino al 3 settembre, giorno in cui il generale Castellano riceve la delega a firmare il documento da parte di Pietro Badoglio. Alle 18.30 dell'8 settembre 1943, attraverso radio Algeri, il generale Eisenhower annuncia l'avvenuto armistizio che in Italia viene reso noto circa un'ora dopo dalla voce di Badoglio dai microfoni dell'Eiar.

  • Ven 8

    Passato e presente — Passato e presente

    A pochi giorni dalla conclusione dell'operazione Husky in Sicilia, il Governo italiano decide di avviare nuove trattative segrete per l'armistizio con gli angloamericani, affidando al generale Giuseppe Castellano il compito di incontrare a Lisbona il generale inglese Kenneth Strong, capo dell'Intelligence Service britannica e il generale americano Bedell Smith al fine di conoscere le condizioni imposte per la resa italiana. Una pagina di storia ripercorsa dal professor Ernesto Galli della Loggia e da Paolo Mieli. Le trattative tra i paesi belligeranti durano fino al 3 settembre, giorno in cui il generale Castellano riceve la delega a firmare il documento da parte di Pietro Badoglio. Alle 18.30 dell'8 settembre 1943, attraverso radio Algeri, il generale Eisenhower annuncia l'avvenuto armistizio che in Italia viene reso noto circa un'ora dopo dalla voce di Badoglio dai microfoni dell'Eiar.

  • Sab 9

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Sab 9

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Sab 9

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Sab 9

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Sab 9

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Dom 10

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Dom 10

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Dom 10

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Dom 10

    Passato e presente — Passato e presente

    Quella di Firenze Capitale d'Italia è una storia oggi quasi dimenticata. Eppure è nel capoluogo toscano che l'Italia trovò il suo centro in una fase cruciale della sua storia, tra il 1865 e il 1871. Anni in cui a Roma regnava ancora il Papa, protetto dalla Francia di Napoleone III. Paolo Mieli ne parla con uno dei maggiori specialisti del Risorgimento italiano, lo storico Gilles Pécout. È proprio in seguito a un accordo con Parigi che la capitale lascia Torino e viene trasferita in Toscana, culla della cultura e della lingua italiana. Un evento che muterà profondamente il volto urbanistico ed economico di Firenze. Ma fiorentini e torinesi come vissero quel cambiamento? E cosa rimane oggi di quell'esperienza?

  • Dom 10

    Passato e presente — Passato e presente

    Quella di Firenze Capitale d'Italia è una storia oggi quasi dimenticata. Eppure è nel capoluogo toscano che l'Italia trovò il suo centro in una fase cruciale della sua storia, tra il 1865 e il 1871. Anni in cui a Roma regnava ancora il Papa, protetto dalla Francia di Napoleone III. Paolo Mieli ne parla con uno dei maggiori specialisti del Risorgimento italiano, lo storico Gilles Pécout. È proprio in seguito a un accordo con Parigi che la capitale lascia Torino e viene trasferita in Toscana, culla della cultura e della lingua italiana. Un evento che muterà profondamente il volto urbanistico ed economico di Firenze. Ma fiorentini e torinesi come vissero quel cambiamento? E cosa rimane oggi di quell'esperienza?

  • Lun 11

    Passato e presente — Passato e presente

    Quella di Firenze Capitale d'Italia è una storia oggi quasi dimenticata. Eppure è nel capoluogo toscano che l'Italia trovò il suo centro in una fase cruciale della sua storia, tra il 1865 e il 1871. Anni in cui a Roma regnava ancora il Papa, protetto dalla Francia di Napoleone III. Paolo Mieli ne parla con uno dei maggiori specialisti del Risorgimento italiano, lo storico Gilles Pécout. È proprio in seguito a un accordo con Parigi che la capitale lascia Torino e viene trasferita in Toscana, culla della cultura e della lingua italiana. Un evento che muterà profondamente il volto urbanistico ed economico di Firenze. Ma fiorentini e torinesi come vissero quel cambiamento? E cosa rimane oggi di quell'esperienza?

  • Lun 11

    Passato e presente — Passato e presente

    Quella di Firenze Capitale d'Italia è una storia oggi quasi dimenticata. Eppure è nel capoluogo toscano che l'Italia trovò il suo centro in una fase cruciale della sua storia, tra il 1865 e il 1871. Anni in cui a Roma regnava ancora il Papa, protetto dalla Francia di Napoleone III. Paolo Mieli ne parla con uno dei maggiori specialisti del Risorgimento italiano, lo storico Gilles Pécout. È proprio in seguito a un accordo con Parigi che la capitale lascia Torino e viene trasferita in Toscana, culla della cultura e della lingua italiana. Un evento che muterà profondamente il volto urbanistico ed economico di Firenze. Ma fiorentini e torinesi come vissero quel cambiamento? E cosa rimane oggi di quell'esperienza?

  • Lun 11

    Isadora Duncan l'essenza divina della danza — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Lun 11

    Passato e presente — Passato e presente

    Quella di Firenze Capitale d'Italia è una storia oggi quasi dimenticata. Eppure è nel capoluogo toscano che l'Italia trovò il suo centro in una fase cruciale della sua storia, tra il 1865 e il 1871. Anni in cui a Roma regnava ancora il Papa, protetto dalla Francia di Napoleone III. Paolo Mieli ne parla con uno dei maggiori specialisti del Risorgimento italiano, lo storico Gilles Pécout. È proprio in seguito a un accordo con Parigi che la capitale lascia Torino e viene trasferita in Toscana, culla della cultura e della lingua italiana. Un evento che muterà profondamente il volto urbanistico ed economico di Firenze. Ma fiorentini e torinesi come vissero quel cambiamento? E cosa rimane oggi di quell'esperienza?

  • Lun 11

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Lun 11

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Mar 12

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Mar 12

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Mar 12

    Mastro Titta il boia del Papa Re — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Mar 12

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Mar 12

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.

  • Mar 12

    Passato e presente — Passato e presente

    Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.