Controlla quando va in onda il programma Travelogue: Destinazione Italia: orario di oggi, stasera e nei prossimi giorni nella guida programmi TV.
Travelogue: Destinazione Italia andrà in onda nei seguenti orari (potrebbero esserci spoiler):
Per lei il Nord Italia fu la porta d'accesso al nostro Paese, ma anche la via di ripartenza verso la sua patria, l'Inghilterra, al termine del suo singolare e tragico Grand Tour nel 1823. Molti conoscono Mary Shelley per aver scritto "Frankenstein", ma pochi conoscono il forte legame che esiste tra l'Italia e la scrittrice che fu testimone del clima politico durante i moti risorgimentali. Partendo dal Cimitero Acattolico di Roma, dove sono sepolti un figlio, il marito e alcuni amici intimi di Mary Shelley, Tobias Jones, attraverso le pagine dei Travelogue e delle opere letterarie della scrittrice inglese, segue le sue tracce a Genova e sulla costa ligure-toscana (Sarzana, San Terenzo, Viareggio): ultime tappe del suo Grand Tour, finito tragicamente con la morte del marito Percy B. Shelley per mare proprio mentre cercava di raggiungere con la sua barca il "Golfo dei Poeti".
Innegabile centro gravitazionale di ogni pellegrinaggio - vero e proprio o inteso come "viaggio" in senso generale - è sempre stato la città di Roma, anche durante l'epoca del Grand Tour. Ma pochi sanno che ne fu attratto anche il controverso scrittore e filosofo libertino Donatien-Alphonse-François de Sade, il Marchese De Sade, il quale divenne scrittore proprio al rientro dal suo Grand Tour d'Italia. intrapreso per conoscere la cultura e le bellezze italiane ma anche per fuggire dall'imminente condanna a morte che pendeva sulla sua testa in patria, la Francia. Lo racconta "Travelogue: Destinazione Italia", in onda su Rai Storia. L'Italia all'epoca del Grand Tour viene vista attraverso gli occhi di De Sade che è anche testimone dell'avvento al soglio pontificio di Papa Pio VI, destinato a confrontarsi con uno dei momenti più complessi della storia: la Rivoluzione Francese. Lo scrittore britannico Tobias Jones, attraverso le pagine del Travelogue e delle opere letterarie dello scrittore francese, segue le sue tracce a Roma nell'anno giubilare 1775. Qui il Marchese fa i conti con la Chiesa, la religione cattolica e il Barocco, distanti dalla sua Weltanshauung illuminista, ma anche con le innumerevoli attrazioni della Città Eterna: dai "ruderi" romani (Terme di Diocleziano - Porta Asinaria) alle splendide Ville che all'epoca costellavano Roma, alla intatta e selvatica campagna che si estendeva oltre le Mura Aureliane (Parco della Caffarella).
Innegabile centro gravitazionale di ogni pellegrinaggio - vero e proprio o inteso come "viaggio" in senso generale - è sempre stato la città di Roma, anche durante l'epoca del Grand Tour. Ma pochi sanno che ne fu attratto anche il controverso scrittore e filosofo libertino Donatien-Alphonse-François de Sade, il Marchese De Sade, il quale divenne scrittore proprio al rientro dal suo Grand Tour d'Italia. intrapreso per conoscere la cultura e le bellezze italiane ma anche per fuggire dall'imminente condanna a morte che pendeva sulla sua testa in patria, la Francia. Lo racconta "Travelogue: Destinazione Italia", in onda su Rai Storia. L'Italia all'epoca del Grand Tour viene vista attraverso gli occhi di De Sade che è anche testimone dell'avvento al soglio pontificio di Papa Pio VI, destinato a confrontarsi con uno dei momenti più complessi della storia: la Rivoluzione Francese. Lo scrittore britannico Tobias Jones, attraverso le pagine del Travelogue e delle opere letterarie dello scrittore francese, segue le sue tracce a Roma nell'anno giubilare 1775. Qui il Marchese fa i conti con la Chiesa, la religione cattolica e il Barocco, distanti dalla sua Weltanshauung illuminista, ma anche con le innumerevoli attrazioni della Città Eterna: dai "ruderi" romani (Terme di Diocleziano - Porta Asinaria) alle splendide Ville che all'epoca costellavano Roma, alla intatta e selvatica campagna che si estendeva oltre le Mura Aureliane (Parco della Caffarella).
Diretti generalmente da Nord verso Sud, i viaggiatori dell'epoca del Grand Tour incontravano, riscendendo lo stivale, le tante e bellissime città o campagne del centro sud d'Italia. Alle volte si trattava di mete sconosciute, altre volte di centri urbani rinomati per la loro bellezza. Un posto speciale nel cuore dei "grantouristi" occupa la città di Partenope: Napoli. E a Napoli giunse, o via mare, anche lo scrittore americano Herman Melville - nel 1857. Lo racconta il nuovo appuntamento con "Travelogue. Destinazione Italia". Lo scrittore britannico Tobias Jones, attraverso le pagine del Travelogue e delle opere letterarie dello scrittore, va alla scoperta di Melville nella Napoli di metà del 1800, dove potè godere delle bellezze della città ma anche essere testimone dei fatti storici in corso, come quelli che riguardarono "Re Bomba": dalle Catacombe di San Gennaro al Maschio Angioino, dalla Grotta di Seiano alla Villa di Pollione e Capodimonte.
Diretti generalmente da Nord verso Sud, i viaggiatori dell'epoca del Grand Tour incontravano, riscendendo lo stivale, le tante e bellissime città o campagne del centro sud d'Italia. Alle volte si trattava di mete sconosciute, altre volte di centri urbani rinomati per la loro bellezza. Un posto speciale nel cuore dei "grantouristi" occupa la città di Partenope: Napoli. E a Napoli giunse, o via mare, anche lo scrittore americano Herman Melville - nel 1857. Lo racconta il nuovo appuntamento con "Travelogue. Destinazione Italia". Lo scrittore britannico Tobias Jones, attraverso le pagine del Travelogue e delle opere letterarie dello scrittore, va alla scoperta di Melville nella Napoli di metà del 1800, dove potè godere delle bellezze della città ma anche essere testimone dei fatti storici in corso, come quelli che riguardarono "Re Bomba": dalle Catacombe di San Gennaro al Maschio Angioino, dalla Grotta di Seiano alla Villa di Pollione e Capodimonte.
Se tra Seicento e prima metà del Settecento, il Grand Tour d'Italia si spingeva solo poco oltre Napoli, in epoca più avanzata i viaggiatori stranieri nella penisola italiana si spinsero ancora più a sud, verso il Mezzogiorno. La Sicilia e la Magna Grecia - Palermo e Segesta in special modo - divennero così meta imperdibile dei "grand touristi" che per primi narrarono nei propri diari di viaggiatori le bellezze naturali e storiche di quei luoghi e contribuirono a scrivere il mito della Sicilia che ancora oggi resta noto in tutto il mondo. "Travelogue. Destinazione Italia", racconta questa epoca attraverso gli occhi di uno dei più noti viaggiatori di tutti i tempi: il pensatore e scrittore tedesco Johann Wolfgang von Goethe, che nel 1787 venne in Italia a "cercare" la vaneggiata Arcadia del Neoclassicismo e ritenne di trovarla proprio in Sicilia.
Se tra Seicento e prima metà del Settecento, il Grand Tour d'Italia si spingeva solo poco oltre Napoli, in epoca più avanzata i viaggiatori stranieri nella penisola italiana si spinsero ancora più a sud, verso il Mezzogiorno. La Sicilia e la Magna Grecia - Palermo e Segesta in special modo - divennero così meta imperdibile dei "grand touristi" che per primi narrarono nei propri diari di viaggiatori le bellezze naturali e storiche di quei luoghi e contribuirono a scrivere il mito della Sicilia che ancora oggi resta noto in tutto il mondo. "Travelogue. Destinazione Italia", racconta questa epoca attraverso gli occhi di uno dei più noti viaggiatori di tutti i tempi: il pensatore e scrittore tedesco Johann Wolfgang von Goethe, che nel 1787 venne in Italia a "cercare" la vaneggiata Arcadia del Neoclassicismo e ritenne di trovarla proprio in Sicilia.