Controlla quando va in onda il programma Lotte contadine: orario di oggi, stasera e nei prossimi giorni nella guida programmi TV.
Lotte contadine andrà in onda nei seguenti orari (potrebbero esserci spoiler):
Per "boje" si intendeva una pentola posta sul fuoco il cui coperchio saltella per via dei vapori emanati da ciò che vi è contenuto. All'inizio della puntata, due contadini ricordano i pochi pasti a base di carne della loro infanzia. Come ricordato da Bocca, la borghesia dei primi decenni dell'unità d'Italia era totalmente indifferente nei confronti della campagna e delle masse contadine. Il giurista Guido Neppi Modona sottolinea l'atteggiamento dell'allora presidente del Consiglio Agostino Depretis che fu di dura repressione delle agitazioni contadine. Il giornalista Roberto Leydi racconta dell'assenza nei programmi scolastici della storia di tali agitazioni, mentre il direttore de "La Gazzetta di Mantova", Gian Carlo Eramo, legge un articolo del 1886 sul processo ai capi dei moti.
La puntata è dedicata alle condizioni disumane in cui vivevano i contadini siciliani, poverissimi, arretrati, ancora pienamente nella tradizione dei matrimoni combinati dai genitori e in balia dell'aumento dei prezzi e dell'instabilità dei salari. A questa difficile situazione i braccianti dell'isola risposero con la creazione dei fasci, associazioni spontanee di lavoratori nate con lo scopo di combattere i soprusi, progenitrici delle organizzazioni sindacali e delle lotte operaie.
La puntata è dedicata al ruolo dei contadini durante la Prima Guerra Mondiale: molti di loro parteciparono al conflitto combattendo in prima linea, altri dovettero disertare per via delle gravi difficoltà economiche in cui le loro famiglie versavano. Vengono poi raccontati la riconversione post-bellica delle industrie e lo squadrismo fascista. In studio, Giorgio Bocca intervista gli storici Brunello Vigezzi e Lorenzo Bedeschi, nonché i politici Andrea Marabini e Luigi Arbizzani e il consigliere comunale Ezio Antonioni.
In questa puntata viene ripercorso il periodo della Resistenza in Italia visto dal punto di vista dei braccianti agricoli, molti dei quali furono uccisi dai soldati nazisti. I contadini furono protagonisti di una dura rivolta nei confronti del fascismo: su questo tema vertono le interviste al membro del CLN Valdo Fusi, al giornalista Guido Nozzoli, allo storico Franco Catalano, al politico Luigi Arbizzani, al giornalista Davide Lajolo.
Giorgio Bocca indaga in questa puntata la condizione dei contadini dopo la Seconda Guerra Mondiale: nella strage di Portella della Ginestra (PA), nel 1947, morirono undici braccianti che dimostravano contro il latifondo e per ottenere il possesso delle terre. Vi era all'epoca la profonda esigenza di una riforma agraria, che sarebbe stata attuata soltanto nel 1950. Il sindaco di Melissa viene intervistato sulla storia della lotta contadina; il sindacalista Francesco Caruso sul bilancio della riforma agraria a vent'anni dalla sua introduzione; il sociologo Corrado Barberis e l'economista Manlio Rossi Doria sulle conseguenze della riforma nel secondo dopoguerra.
L'ultimo episodio della serie Giorgio Bocca introduce il tema della puntata: la grande fuga dei contadini dalla terra. Il fenomeno dell'emigrazione di tanti italiani verso la Germania, la Spagna, La Svizzera per trasformarsi in operai, il loro sfruttamento e i fenomeni di razzismo anche interno, in una Italia rapita dal sogno del Boom economico.